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Il mining è senza dubbio uno dei molteplici fattori che hanno determinato l'attuale shortage di schede video su scala globale. Una nuova criptovaluta però potrebbe mettere a rischio anche altre componenti essenziali.

La svolta arriva della mente del creatore di BitTorrent, Bram Cohen, che ha avuto la geniale idea di sfruttare i dispositivi di archiviazione come gli SSD e gli HDD poiché i consumi rispetto alle GPU sono notevolmente inferiori, per una riduzione sia del costo che dell'impatto ambientale.

La moneta Chia Coin è minabile sfruttando lo spazio libero dei dispositivi di archiviazione e numerosi cicli di scrittura e lettura. Ovviamente a questo punto il dubbio sulla longevità è più che legittimo e proprio per questo motivo gli SSD consumer non sono assolutamente consigliati a questo scopo. I drive necessari per minare in maniera efficiente sono dunque quelli pensati per ambienti enterprise, quindi per uso professionale.

Nell'area di Hong Kong alcune farm di minatori hanno già provveduto a fare piazza pulita di dischi rigidi da 4TB a 18TB mentre Jiahe Jinwei, noto produttore cinese di SSD, ha riferito di aver terminato tutte le scorte dei suoi SSD M.2 NVMe da 1TB e 2TB delle linee Gloway e Asgard ma anche di essere attualmente al lavoro per sviluppare delle linee specifiche per il mining per mettere al sicuro il settore consumer.

Se la nuova valuta dovesse effettivamente prendere piede, è dunque possibile che ci si ritrovi anche nell'antipatica situazione di dover fronteggiare una crisi delle memorie di archiviazione.

FONTE: WCCFTECH
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