La missione Artemis 1 ha raggiunto la Luna battendo anche un record

La missione Artemis 1 ha raggiunto la Luna battendo anche un record
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Il 16 novembre 2022 è stata una data memorabile, sopratutto per la NASA, quando finalmente, dopo anni di duro lavoro (e ritardi), il decollo di Artemis 1 ha segnato l'inizio di una nuova pagina per l'esplorazione spaziale. In queste ore la capsula Orion ha raggiunto il suo approccio più vicino alla Luna, registrando anche un particolare record.

Orion, infatti, è entrato nell'influenza gravitazionale del nostro satellite domenica 20 novembre, quasi 5 giorni dopo il lancio della missione, riuscendo ad arrivare entro i 130 km dalla superficie lunare. In seguito, nel corso della prossima settimana, si allontanerà fino a quasi 65.000 km di distanza dalla Luna.

Questo distacco porterà quindi la sonda Orion ad oltre 430.000 km di lontananza da noi, superando di fatto quella percorsa dall'Apollo 13 di ben 60.000 km. Un vero record rispetto a qualsiasi precedente veicolo spaziale umano.

Zeb Scoville, il direttore di volo della NASA, ha affermato entusiasta: "Questo è uno di quei giorni a cui hai pensato e sognato per molto, molto tempo. Questa mattina abbiamo appena visto la Terra tramontare dietro la Luna, mentre portiamo il nostro veicolo nella sua orbita, preparandoci a riportare lì anche gli umani entro pochi anni. Questo è davvero un punto di svolta".

Fondamentale ricordare come la missione Artemis sia stata resa possibile anche grazie all'efficacia dello Space Launch System, che è diventando a tutti gli effetti il razzo più potente ad andare con successo nello spazio, per merito dei suoi 4 milioni di kg di spinta.

Prima di tornare sulla Terra, per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico l'11 dicembre, la capsula Orion avrà a disposizione ancora una ventina di giorni per gravitare, diverse volte, attorno alla Luna su una lontana orbita retrograda, opposta quindi alla rotazione naturale del nostro satellite.

L'importanza di questa missione, che ricordiamo essere un volo senza equipaggio, sarà cruciale per il proseguo del progetto Artemis, poiché volta a dimostrare la sicurezza della capsula Orion per gli esseri umani.

La sua struttura, infatti, non solo dovrà proteggere gli occupanti dalle radiazioni cosmiche, ma il suo scudo termico dovrà anche resistere alle estreme temperature di rientro, vicine ai 2.800 gradi Celsius, poiché il veicolo spaziale approccerà alla Terra più velocemente di qualsiasi altro veicolo precedentemente pilotato da umani, arrivando addirittura a Mach 32 (circa 40.000 km/h).

Se tutto andrà come previsto, ed è la speranza di tutti, la NASA potrà quindi andare avanti con Artemis II, la missione con equipaggio in orbita attorno alla luna prevista non prima di maggio 2024 ed infine Artemis III, che tenterà di riportare gli esseri umani, inclusa la prima donna, sulla superficie lunare, ma non prima del 2025.

Ricordiamo che potete seguire la missione attraverso il canale ufficiale della NASA, con le sue dirette e le immagini che arrivano direttamente dalla sonda.

Se invece volete sapere di più del progetto delle Missioni Artemis della NASA, come ad esempio perché sono dirette verso il polo lunare, abbiamo dedicato una sezione specifica del nostro sito.

FONTE: NASA
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