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Il veicolo di lancio H-IIA che trasportava il veicolo spaziale HOPE della Emirates Mars Mission (EMM) è partito con successo dal Giappone, dal centro spaziale di Tanegashima, alle 23:58 di domenica 19 luglio 2020. Stiamo parlando della prima missione spaziale araba su Marte, un momento che sarà ricordato negli anni a venire.

Cinque minuti dopo il lancio, il razzo che trasportava la sonda era in rotta, effettuando la prima separazione del suo volo. Il veicolo spaziale dovrebbe raggiungere l'orbita del Pianeta Rosso entro febbraio 2021, in occasione del 50° anniversario dell'unificazione degli Emirati Arabi Uniti. Il veicolo spaziale non atterrerà sul Pianeta Rosso, ma lo orbiterà per un intero anno marziano, ben 687 giorni terrestri.

L'obiettivo della missione su Marte è fornire un'immagine completa delle dinamiche meteorologiche nell'atmosfera del Pianeta Rosso. La sonda, inoltre, fa parte di un obiettivo molto più grande: costruire un insediamento umano su Marte entro i prossimi 100 anni. Omran Sharaf, responsabile del progetto della missione, ha affermato che la sonda "Hope" offrirà una prospettiva speciale sul Pianeta Rosso.

"La particolarità di questa missione è che per la prima volta la comunità scientifica di tutto il mondo avrà una visione olistica dell'atmosfera marziana in diversi momenti della giornata in diverse stagioni", ha dichiarato Sharaf durante un briefing pre-lancio. "Abbiamo una strategia per contribuire allo sforzo globale nello sviluppo delle tecnologie e del lavoro scientifico che un giorno aiuterà se l'umanità decide di mettere un umano su Marte".

La "conquista" dello spazio da parte degli Emirati Arabi Uniti è solo all'inizio: il paese ha attualmente in orbita intorno alla Terra nove satelliti funzionanti, con piani per il lancio di altri otto nei prossimi anni. Entro il 2117, inoltre, ha intenzione di costruire un insediamento umano su Marte.

Questa non è l'unica missione di questo mese per Marte, ce ne saranno altre due.

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