Missione Starlink 12: partirà stasera con molte componenti riutilizzate, meteo permettendo

Missione Starlink 12: partirà stasera con molte componenti riutilizzate, meteo permettendo
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Continua la messa in orbita della costellazione Starlink, i satelliti della compagnia di Elon Musk, che si prefiggono di portare una connessione internet veloce e con bassa latenza a chiunque, persino nelle zone più remote e inabitate del pianeta.

Il lancio avverrà stasera, alle ore 20:19 fuso orario italiano, dal Kennedy Space Center della Florida, dove si prevede però un clima incerto. A causa della stagione delle tempeste atlantiche, la costa orientale americana è sferzata in queste ore dalla tempesta tropicale Sully (non particolarmente potente, ma comunque in grado di creare molti disagi e un morto, per ora). Per ora gli esperti indicano un buon 60% di probabilità di partire. Se il lancio dovesse essere rinviato si potrebbe ritentare domani, ma con solo il 40% di possibilità di avere il meteo favorevole.

SpaceX ha nominato la missione – come di consueto – semplicemente Starlink 12. Si tratta però del tredicesimo volo per portare in volo i satelliti: più volte la società californiana ha dichiarato il primo lotto di starlink come semplici “tester”, e non a caso tutta quella flotta – composta da 60 pezzi – sta pian piano deorbitando per esser poi rimpiazzata in futuro (ne son rimasti circa 26). In totale Elon Musk è riuscito a lanciare oltre 700 satelliti nel giro di due anni, un record incredibile per una società privata, che ad oggi detiene in orbita la più grande flotta satellitare mai progettata. Il progetto per di più è solo agli inizi e si potrà iniziare a usufruire dei servizi satellitari quando gli Starlink avranno raggiunto le 1400 unità (il completamento finale ne richiederà 12000).

Il lancio di oggi prevede più parti riutilizzate: una delle ogive che racchiude il carico è al suo terzo utilizzo, mentre il Falcon 9 incaricato del lancio è composto da due stadi: uno nuovo e uno al quinto riutilizzo. Si tratta di traguardi importanti per la compagnia, in quanto permette di abbattere pesantemente i costi delle missioni. Basti pensare che solo una delle due ogive costa circa 6 milioni di dollari ma, grazie al sistema di “rientro e cattura” di cui sono dotate, è possibile recuperarle in mare aperto mediante apposite navi dotate di rete (GO Ms. Tree e GO Ms. Chief)

Se non ci saranno rinvii di sorta potrete seguire la live direttamente dal canale YouTube ufficiale o dal sito dell’agenzia.

FONTE: SPACE.COM
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