Il mistero dietro la scomparsa della Legio VIIII Hispana

Il mistero dietro la scomparsa della Legio VIIII Hispana
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La storia romana è colma di misteri insoluti o leggende con un fondo di verità. Tuttavia, il mistero dietro la scomparsa della Legio VIIII Hispana (o meno correttamente chiamata Legio IX Hispana) è ancora fonte di interesse e argomento di dibattito in campo accademico.

La storia di questa legione romana pone le sue radici intorno al I secolo a.C. Si pensa che venne direttamente assoldata da Giulio Cesare per combattere nelle guerre galliche (58-51/50 a.C). Dopo l'assassinio del dittatore, il governo di Roma la sciolse.

Tuttavia, l'Imperatore Augusto era ben consapevole del potenziale celato dietro ogni singolo soldato di quell'unità militare e decise di integrarli nuovamente tra le sue truppe nel 41 a.C. per fronteggiare la ribellione di Sesto Pompeo (figlio di Gneo Pompeo Magno, l'uomo con cui Cesare aveva combattuto nella guerra civile del 49 a.C. ed era stato ucciso dal fratello minore di Cleopatra, Tolomeo XIII).

Dopo aver sconfitto il nemico, la Legio VIIII dovette affrontare le truppe di Marco Antonio in Macedonia. Combatterono nella battaglia navale di Azio nel 31 a.C., dove l'amante della regina d'Egitto venne pesantemente sconfitto.

Con l'affermazione del potere imperiale di Augusto, la legione venne mandata nell'odierna Spagna per combattere contro i Cantabri fino al 13 d.C. Proprio qui la legione si distinse tra le altre e acquisì il titolo di "Hispana".

Seguirono altre spedizioni militari nelle zone dell'Europa settentrionale, soprattutto vicino ai confini del Reno e del Danubio.

Nel 43 la legione venne guidata dall'Imperatore Claudio e il generale Aulo Plauzio per invadere le isole britanniche. Tuttavia, alcuni storici sostengono che venne mandata solo intorno il 52 per sedare la rivolta della tribù dei Briganti.

Da questo momento in poi, il corpo militare portò avanti una serie di battaglie, alcune vinte e alcune perse. La più pesante disfatta avvenne sotto il comando del generale romano Quinto Petilio Ceriale. I soldati vennero massacrati dalle truppe rivoltose dalla regina Boudicca, della tribù degli Iceni (una comunità che viveva nell'Inghilterra orientale) intorno al 60-61.

L'ultima informazione certa che si conosce su questo corpo di soldati risale al 108, quando costruirono una fortezza militare nell'odierna città di York. Durante il regno di Marco Aurelio (161-180 d.C.) non venne più segnato tra le liste delle forze militari imperiali.

I miti e le speculazioni sul destino di questa legione iniziano proprio dall'ultima spedizione. Secondo un romanzo, "L'aquila della IX legione", pubblicato nel 1954, i legionari compirono un'ultima spedizione verso le zone nordiche della Britannia e vennero sconfitti definitivamente dalle tribù locali.

Tuttavia, quest'ipotesi è stata fortemente contestata. Alcuni studiosi ritengono che intorno al 120 i soldati si fossero diretti verso i Paesi Bassi - dove vi fondarono la fortezza militare di Noviomagus Batavorum (l'odierna Nimega). Altri sostengono che non fu tutta la legione ad arrivare nella città olandese, ma solo un piccolo gruppo.

Secondo il classicista tedesco Theodor Mommsen (1817-1903) "Sotto l'Impero di Adriano avvenne una terribile catastrofe in Britannia. La fortezza di Eboracum (la fortezza costruita a York) venne attaccata e la legione stanziatasi lì venne completamente annichilita - quella stessa legione che aveva combattuto contro la regina Boudicca".

I dubbi su quest'unita militare, probabilmente, rimarranno per sempre insoluti, poiché ad oggi non vi sono abbastanza fonti archeologiche o scritte per poter dissipare la nebbia. Tuttavia, questo non sembra aver ostacolato Hollywood dal creare film dove viene trasmessa l'immagine di un gruppo di guerrieri che affrontano il loro destino con coraggio in un ultimo gesto eroico, come in "The Eagle".

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