Il mondo ha davvero imparato qualcosa dalla febbre spagnola del 1918?

Il mondo ha davvero imparato qualcosa dalla febbre spagnola del 1918?
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Due decenni dopo essere sopravvissuta a una pandemia influenzale che ha devastato il mondo intero, Katherine Anne Porter ha raccontato le sua esperienza in uno dei resoconti più noti del periodo: il romanzo del 1939 Pale Horse, Pale Rider.

É importante analizzare le esperienze del passato in relazione a fatti che si potrebbero ripresentare in futuro, ma ciò non ci legittima a sottovalutare gli effetti di una pandemia, soprattutto sui giovani, come quella che abbiamo vissuto negli ultimi due anni.

Ritornando al romanzo della Porter, nella sua storia descrive proprio le conseguenze sui giovani dei primi anni del XX secolo, nel momento in cui sono costretti a vivere una duplice tragedia: l'influenza spagnola e la Prima guerra mondiale. Il testo si conclude con una nota di ottimismo, tuttavia è palese l'amarezza di Miranda, la protagonista, che sogna un mondo senza guerre e senza pestilenze.

Gli storici affermano che non è facile identificare un istante specifico in cui è terminata l'influenza del 1918 a causa della poca documentazione a riguardo, probabilmente l'intero mondo era stanco di convivere con questa tragedia e non aspettava altro che voltare pagina. Il romanzo di Katherine è uno dei pochi resoconti scritti di quel trauma storico.

Allo stesso modo, a due anni dall'inizio della pandemia di COVID-19, anche la nostra società odierna non aspetta altro che andare oltre e non pensare più alla terribile parentesi che abbiamo vissuto (e che speriamo di vivere ancora per poco). Però gli storici ci dicono di fare attenzione: Nancy Bristow, autrice del romanzo "American Pandemic: The Lost Worlds of the 1918 Influence Pandemic", afferma che tornare alla normalità, allo stato pre-pandemico, implicherebbe l'originarsi di situazioni dannose, creando così il terreno per una possibile nuova pandemia.

"É grande la volontà di voler dimenticare tutto ciò che riguarda la pandemia, anche le cause che ci hanno portato ad essa.", afferma l'autrice.

Cercando di trovare sempre un lato positivo anche nei tempi più bui, vi rallegrerà sapere che la pandemia ha migliorato la salute mentale dei bambini.

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