Il motore Hall ci permetterà di fare viaggi più lunghi nello spazio

Il motore Hall ci permetterà di fare viaggi più lunghi nello spazio
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Viviamo in una seconda giovinezza per i viaggi spaziali. Il 50° anniversario dello sbarco sulla luna ha sicuramente contribuito a puntare i riflettori sull’ultima frontiera dell’uomo, la più pericolosa e la più sconosciuta: le stelle.

Tuttavia, con l’avanzare delle esplorazioni, l’uomo si è posto obiettivi ambiziosi come la colonizzazione della luna e, al momento, il più ambizioso di tutti, raggiungere Marte con un equipaggio umano.

Stiamo parlando, soprattutto per raggiungere il pianeta rosso, di un viaggio infinitamente lungo e pericoloso. Ricordiamo che la minor distanza tra la Terra e Marte comporterà il percorrere una distanza di quasi sessanta milioni di chilometri.

Uno dei problemi più complessi nel progettare viaggi così lunghi è rappresentato dalla capacità di mantenere la nave spaziale pienamente operativa per anni, con le relative complicazioni per i viaggi più lunghi.

Solitamente il propulsore Hall è la scelta migliore per tutte quelle missioni lunghe e impegnative. Nei propulsori Hall l’accelerazione è fornita da un campo elettrico e non da un combustibile chimico che, bruciando, provvede alla spinta della nave spaziale.

In parole povere, i propulsori Hall intrappolano gli elettroni in un campo magnetico e li usano per ionizzare il propellente (plasma) accelerandoli in maniera efficace per generare una spinta.

Il propulsore Hall è meno efficace dei motori a combustibile chimica ma ha il vantaggio di rimanere operativo per più tempo (si parla di 3-5 anni).

Questi propulsori smettono di funzionare quando la superficie viene erosa dal propellente.
Uno studio di Andrey Shashkov e collaboratori dell’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca, Russia, ha dimostrato come poter estendere ulteriormente la durata dei propulsori Hall.

Shashkov, utilizzando la modellizzazione computerizzata, è riuscito a studiare in che modo la modifica del flusso di gas e la dimensione del campo magnetico influiscono sull’erosione dei motori.

Utilizzando degli accorgimenti particolari chiamati IAR le prestazioni dei motori Hall non cambiano, ciò che cambia è invece la durata dell’operatività dei motori e, quindi, si ha una diminuzione dell’erosione.

L’uso degli IAR, dunque, potrebbe aumentare il funzionamento dei motori e quindi allungare la durata delle missioni spaziali.

FONTE: Phys.Org
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