Mummie di pappagalli mostrano segni di crudeltà: sfruttati per il "commercio delle piume"

Mummie di pappagalli mostrano segni di crudeltà: sfruttati per il 'commercio delle piume'
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Il deserto di Atacama è una vasta distesa, localizzata in sud America ed estesa dal Perù al Cile. Il deserto è noto per essere stato scenario di antiche crudeltà e battaglie tra le popolazioni indigene in Cile. Uno studio, guidato dall’antropologo Jose Capriles, ha analizzato mummie di antichi pappagalli, utilizzati per il “commercio delle piume”.

Gli esemplari dal piumaggio più sgargiante, venivano catturati e trasportarti per attingere dal loro piumaggio variopinto. Come afferma lo stesso Capriles, infatti, "Quello che consideriamo interazioni accettabili con gli animali sotto la nostra cura era molto diverso allora" e, in merito alle barbarie subite dagli animali, continua "Alcuni di questi uccelli non hanno vissuto una vita felice. Sono stati tenuti per produrre piume e le loro piume sono state strappate non appena sono cresciute".

Lo studio in essere è stato coadiuvato dalla madre del ricercatore, l’ornitologa Eliana Flores Bedregal, la quale ha attentamente esaminato le spoglie mummificate degli uccelli, attestate ad un periodo tra il 1100 e il 1450 d.C., identificandone segni di strappi del piumaggio.

Secondo i ricercatori, il piumaggio veniva utilizzato come ornamento per identificare lo status economico, sociale e religioso nelle società precolombiane. Le piume erano considerate materiali preziosi ed erano utilizzate nella produzione di abiti pregiati, a discapito del manto policromo dei pappagalli tropicali. Queste vesti conferivano potere e prestigio ai possessori, i quali, spesso, appartenevano a caste politiche o religiose.

Oltre lo sfarzo si nascondeva tutta la barbarie perpetrata sulle creature. Gli uccelli, infatti, venivano strappati dai loro habitat tropicali, vivendo per il resto delle loro esistenze in cattività. Le piume pregiate venivano, spesso, strappate, una volta catturati gli esemplari, per poi essere trasportate ed utilizzate come ornamento. Ma le mummie permettono di confermare che, ancor più spesso, gli stessi esemplari, dopo la cattura, fossero costretti alla cattività ed utilizzati come merce di scambio.

Tutto ciò, però, sembra non fosse l’unico destino per queste creature. Secondo i ricercatori molti degli uccelli mummificati erano stati sepolti accanto a resti umani in posizioni elaborate e simboliche. Alcuni esemplari presentavano un’attenzione particolare sia nella cura, una volta acquistati dalle carovane provenienti dall’Amazzonia, che nel processo di mummificazione e sepoltura nell'area del deserto. E sapevate che un recente ritrovamento ha portato alla luce un fossile di drago volante nel deserto di Atacama?

Sta di fatto che, al tempo, la cura nei confronti degli animali fosse molto diversa da quella odierna e, soprattutto le specie d’interesse economico, fossero soggette a una forma di sfruttamento che oggi sarebbe ritenuta inaccettabile. I pappagalli dello studio odierno, infatti, erano considerati una vera e propria merce preziosa, utilizzati sì come animali domestici, ma per una questione puramente estetica e dovuta al coloratissimo piumaggio, molto apprezzato dalle culture locali.

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