Museo della Bibbia: intera collezione di frammenti di Manoscritti del Mar Morto è falsa

Museo della Bibbia: intera collezione di frammenti di Manoscritti del Mar Morto è falsa
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Un'indagine approfondita su una delle collezioni più preziose al mondo degli antichi frammenti dei Manoscritti del Mar Morto ha rivelato un fatto scioccante: nessuno dei 16 frammenti della collezione è risultato autentico. Questi manoscritti comprendono alcune fra le più antiche copie note dei libri biblici dell'Antico Testamento.

Sfortunatamente, molti ricercatori nel campo dell'archeologia biblica sospettano che alcune di queste presunte reliquie siano false. Alla fine del 2018, infatti, anche il Museum of the Bible di Washington, è incappata in questa stessa situazione: almeno cinque frammenti di Manoscritti del Mar Morto nella loro collezione erano falsi.

Da quel momento, il museo ha ingaggiato diversi esperti per verificare la validità dei Manoscritti in mano loro. Il risultato? I loro possedimenti sono tutti falsi. "Dopo un'esaustiva revisione di tutti i risultati delle immagini e delle analisi scientifiche, è evidente che nessuno dei frammenti testuali nella collezione del Museo della Bibbia è autentico", afferma l'investigatrice Colette Loll, fondatrice e direttrice di Art Fraud Insights. "Inoltre, ognuno presenta caratteristiche che suggeriscono che siano stati creati nel 20° secolo con l'intento di imitare i frammenti autentici dei Manoscritti del Mar Morto."

Gli addetti ai lavori hanno sottoposto gli scritti ad una serie di tecniche, tra cui imaging multispettrale, microscopia tradizionale, test microchimici e tanto altro. I frammenti analizzati mostravano segni di scrittura moderna incisi su depositi archeologici di pelle, rivestiti con un tipo di colla di pelle animale a base proteica, replicando la lucentezza della superficie degli scritti originali del Mar Morto.

Obiettivo del museo è quello di essere il più trasparente possibile. "Nonostante i risultati meno favorevoli, abbiamo fatto ciò che nessun'altra istituzione con frammenti di manoscritti post-2002 ha fatto", spiega Jeffrey Kloha, curatore capo del museo. "I metodi sofisticati e costosi impiegati per scoprire la verità sulla nostra collezione potrebbero essere usati per far luce su altri frammenti sospetti e forse anche essere efficaci per scoprire chi è responsabile di questi falsi", afferma infine il capo del Museo della Bibbia.

Un vero e proprio "peccato".

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