La nanomedicina: un'utile arma per combattere il cancro?

La nanomedicina: un'utile arma per combattere il cancro?
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Per nanomedicine, di solito si fa riferimento ad una particolare categoria di farmaci inseriti all'interno di membrane grasse nanoscopiche (i liposomi). Ma hanno davvero il potenziale per rivoluzionare gli attuali trattamenti chemioterapici, migliorando la somministrazione delle terapie riducendo così gli effetti collaterali tossici?

Recentemente, una ricerca (la prima al mondo) condotta dall'Università dell'Australia Meridionale ha cercato di rispondere a questa domanda, scoprendo che il 5-FU (o fluorouracile), il farmaco chemioterapico più usato, quando somministrato utilizzando una formulazione liposomiale ottimizzata, è il 100% più efficace nel prendere di mira i tumori, senza gravare sui tessuti circostanti.

Per la prima volta, per quantificare la biodistribuzione delle formulazioni di liposomi 5-FU, è stata utilizzata una tecnica di campionamento mini invasiva nota come micro-dialisi, acquisendo dei dati fondamentali che non sarebbe stato possibile ottenere in modo altrettanto efficace utilizzando gli attuali sistemi di imaging.

Il prof. Clive Prestidge, ricercatore capo e co-direttore del Center for Pharmaceutical Innovation dell'UniSA, ha affermato che la scoperta potrebbe cambiare il modo in cui viene somministrata la chemioterapia, fornendo una migliore qualità di vita a migliaia di malati di cancro.

"La chemioterapia viene regolarmente somministrata per trattare diversi tipi di cancro, compresi i tumori della mammella e del colon, ma uno dei principali inconvenienti del farmaco 5-FU è che non viene distribuito specificatamente alle sole cellule tumorali, causando anche alti livelli di danno a quelle non bersaglio, con molti pazienti che subiscono effetti avversi e possono ammalarsi gravemente durante il trattamento" ha affermato il prof. Prestige.

"Le formulazioni liposomiali presentano quindi grandi opportunità per dei farmaci antitumorali più sicuri ed efficaci perché prolungano la ritenzione dei farmaci incapsulati e possono colpire in maniera più precisa solo i tumori."

"Il nostro approccio di micro-dialisi è però il primo a quantificare in che modo debba essere la somministrazione liposomiale specifica di 5-FU, riducendo così la crescita del tumore con meno effetti collaterali tossici. Ha quindi il potenziale per trasformare drasticamente molti trattamenti contro il cancro e fornire risultati migliori per le persone malate", ha concluso il professore.

La ricerca medica sta facendo enormi passi avanti verso una più efficace lotta contro i tumori e le malattie degenerative, come con lo studio di micro dispositivi di DNA per curare il cancro, o l'impiego di altri campi scientifici per ottenere risultati eclatanti come l'utilizzo di un fenomeno quantistico per distruggere un tumore.

FONTE: MDPI
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