Nanotecnologie e salute umana: una collaborazione imprescindibile

Nanotecnologie e salute umana: una collaborazione imprescindibile
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Le varie ricerche effettuate sulle nanotecnologie hanno prodotto, negli anni, numerosi progressi con applicazioni ad ampio raggio per la salute umana. Per questo motivo, si prevede che queste nuove conoscenze inaugureranno un'era di miglioramento dell'assistenza sanitaria a livello di prevenzione, diagnosi e trattamento.

I nanosensori di nuova concezione, ad esempio, possono essere utilizzati per rilevare inquinanti ambientali tossici, come il cromo. Inoltre, nuove tecniche mediche possono essere sfruttate per consentire rapidi test per la diagnosi clinica e farmaceutica, oltre a poter fornire un rilascio di farmaci prolungato e controllato.

Una serie di recenti studi, effettuati da ricercatori cinesi e pubblicati sul Journal of Pharmaceutical Analysis, hanno ulteriormente contribuito alla ricerca sulle nanotecnologie, trovando applicazioni in molti campi, dalla ricerca medica e chimica all'aeronautica e l'industria automobilistica.

Il primo studio, realizzato dagli scienziati dell'Università di medicina di Anhui, ha proposto una soluzione ai problemi causati dalla contaminazione ambientale con il cromo, un cancerogeno molto importante. Sviluppando nanopunti fatti di carbonio, che utilizzano polisaccaridi naturali dei funghi "Poria Cocos", dalle alte attività farmacologiche, funzionavano come una sonda fluorescente "on-off" capace di rilevare il pericoloso inquinante ambientale.

I ricercatori hanno affermato in merito: "Con il loro materiale di base poco costoso, questi nanopunti consentono un rilevamento del cromo conveniente e rapido, con un'efficacia dimostrata utilizzando campioni d'acqua reali. Inoltre rappresentano una nuova strada, non farmacologica, che potrebbe aiutare a prevenire gravi problemi di salute".

In un altro studio, i ricercatori della Chongqing Medical University e della Chongqing Normal University, hanno trovato un modo per regolare l'attività della perossidasi (una grande famiglia di enzimi) che, attraverso punti quantici a base di molibdeno, agivano come "nanozimi" (piccoli enzimi artificiali usati anche per la diagnosi precoce dell'Alzheimer).

"Questi nanosensori potrebbero essere utilizzati per rilevare le concentrazioni di farmaci, a seconda dell'intensità del cambiamento di colore. Pertanto, potrebbero essere utilizzati per sviluppare robuste piattaforme di rilevamento farmaceutico, così da rendere più facili i test e la diagnosi dei farmaci, migliorando lo standard dell'assistenza sanitaria", hanno affermato i ricercatori.

A proposito di progressi medici, recentemente vi abbiamo parlato di una innovativa tecnica per produrre farmaci e vaccini 1 milione di volte più velocemente, così come potrebbe essere già realtà la realizzazione di medicinali personalizzati stampati in pochi secondi.

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