Nanotecnologie al servizio della salute: il nanomesh che elimina virus e batteri

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Un team di ricercatori giapponesi ha sviluppato un materiale nanotecnologico antimicrobico indossabile che aderisce perfettamente alla pelle umana, uccidendo i microbi quasi istantaneamente. I risultati sono stati pubblicati negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze, suscitando grande interesse.

La ricerca ha visto la collaborazione sinergica degli scienziati dell'Università di Tokyo, del Korea Research Institute of Bioscience and Biotechnology e del Center for Emergent Matter Science & Thin-Film Device Laboratory RIKEN 2-1 Hirosawa.

L'idea è nata dalle pregresse, ed ormai risapute, conoscenze sulle grandi proprietà antimicrobiche del rame, note sin dall'antico Egitto dove veniva usato per curare le ferite per prevenire le infezioni. Anche ai nostri giorni, è spesso applicato su banconi e tavoli per rimuovere i batteri nelle case e negli ospedali.

I ricercatori hanno quindi cercato di sviluppare un nuovo approccio nell'uso del rame in ambito sanitario per combattere le infezioni, rendendolo quasi invisibile. Per fare ciò hanno creato minuscoli fili del materiale intrecciandoli insieme in modo casuale, così da creare una vera e propria rete.

Hanno poi applicato pressione per renderla il più sottile possibile, raggiungendo uno spessore di soli 3 micron, un risultato così sottile da non essere visto dall'occhio umano o percepito quando viene toccato. Inoltre, la rete è pieghevole ed elastica, il che significa che può essere utilizzata in varie applicazioni per uccidere virus e batteri.

Secondo i ricercatori uno dei principali impieghi potrebbe essere la copertura di superfici per smartphone e tablet, così da mantenerli sempre puliti ed igienizzati senza l'uso di altri prodotti. I test effettuati hanno anche dimostrato che il nanomesh di rame non influisce sulle prestazioni dei dispositivi, così da non comprometterne l'uso.

Un'altra applicazione, la più interessante secondo il team di sviluppo, sarebbe la creazione di un guanto, rivestito del nanomesh, talmente sottile che l'utente non ne percepisce neanche la presenza, così da poter forse fornire la migliore protezione di tutte, data l'enorme quantità di microbi che vengono trasferiti attraverso le mani.

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà quello di riuscire ad applicare la nanorete sulla maggior parte delle superfici che fungono da luogo di trasferimento per batteri e virus, ad esempio maniglie delle porte, interruttori della luce e l'interno dei materiali utilizzati per creare i vestiti.

A proposito di materiali del futuro, ecco un nanomateriale che rimane asciutto anche se immerso. Inoltre, questo nanomateriale può catturare la luce come le piante.

FONTE: Pnas.org
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