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Al momento, ci sono più di 500.000 pezzi di detriti "galleggianti" in orbita attorno alla Terra. Questi provengono da varie fonti, anche se la maggior parte è costituita di parti di satelliti e missili che abbiamo inviato nello spazio negli ultimi settant'anni o giù di lì.

Circa 20.000 di questi sono oggetti rilevabili, ovvero più grandi di 10 cm, stando a Stuart Gray, docente di Ingegneria aerospaziale presso l'Università scozzese di Strathclyde. Tra gli oggetti rilevabili, "poco più della metà sono detriti di frammentazione derivanti da collisioni. Circa un quarto sono veicoli spaziali (di cui circa 1500 sono attivi) e il resto è costituito da corpi di razzi e detriti residui dalle missioni spaziali", ha dichiarato Gray ai colleghi di Futurism. L'immagine complessiva dipinta da questi frammenti sembra ancora più angosciante: "Se guardiamo la massa degli oggetti in orbita, scopriamo che ci sono circa 8000 tonnellate di materiale artificiale che gravitano attorno alla Terra", ha aggiunto Gray.

In breve, c'è troppa spazzatura che "galleggia" intorno al nostro pianeta. Ma se provassimo a guardare i detriti spaziali sotto una luce diversa? Dopo tutto, la maggior parte della "spazzatura spaziale" è composta da materiali piuttosto costosi che vengono utilizzati per costruire razzi e satelliti. Si tratta, dunque, di una risorsa fluttuante che rimane non utilizzata? "Questi oggetti sono fatti di materiali molto specifici che sono molto costosi da produrre, e si è tentati di identificarli come una risorsa che aspetta solo di essere utilizzata", ha spiegato Gray. "Il problema è lo sforzo necessario per catturare e utilizzare queste risorse".

Infatti, Gray ha spiegato che gli oggetti in orbita si muovono estremamente velocemente, circa 7 chilometri al secondo. Ciò li rende difficili da catturare e costruire razzi progettati per abbattere detriti così veloci sarebbe troppo costoso. Questo non significa che questi pezzi di spazzatura spaziale debbano essere lasciati là fuori. Vari metodi per "ripulire" lo spazio sono già in studio da diverso tempo. "I meccanismi che si stanno sviluppando al momento si concentrano su tecniche molto semplici e fanno eco alle tecniche utilizzate per secoli per catturare grandi animali selvatici come arpioni e reti", ha spiegato Gray. "Questi devono ancora essere testati in orbita, ma nel prossimo futuro sono previste diverse missioni, come l'e.Deorbit dell'ESA".

Scienziati e ingegneri del programma NIAC (Innovative Advanced Concepts) della NASA suggeriscono qualcosa di simile: usare un veicolo spaziale più sottile dei capelli umani che può avvolgere i detriti spaziali in una specie di rete. Per vedere nella realtà questo tipo di tecnologie bisognerà però aspettare ancora diverso tempo.

FONTE: Futurism
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NASA & Co. vogliono riciclare i detriti spaziali: vediamo assieme come