NASA, come potrebbe muoversi un rover su Venere: vince Youseef Ghali

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Gli obiettivi della NASA (e degli Stati Uniti d'America) riguardano principalmente la Luna e Marte, come ben sappiamo dalle dichiarazioni di Donald Trump. Tuttavia, i piani dell'Agenzia spaziale statunitense sono molto più ampi e comprendono anche altri Pianeti. Ad esempio, si sta cercando di capire come potrebbe muoversi un rover su Venere.

In particolare, stando anche a quanto riportato da Engadget, l'Agenzia spaziale ha annunciato i vincitori del contest che aveva lanciato a febbraio 2020. La "competizione" chiedeva ai designer di inviare le proprie idee relative a un possibile rover in grado di muoversi su Venere.

Per chi non lo sapesse, questo Pianeta è in realtà più vicino alla Terra rispetto a Marte (tra il nostro Pianeta e Venere la distanza varia da 0,26 UA a 1,75 UA, mentre quella relativa al Pianeta Rosso va da 0,372 UA a 2,681 UA). Perché allora la NASA non punta a Venere? È presto detto: questo Pianeta è un luogo particolarmente inospitale, visto che è il più "rovente" del Sistema solare (può raggiungere 464 gradi centigradi, il punto di fusione del piombo è 327,5 gradi centigradi).

Tuttavia, ci sono diverse altre ragioni che non consentono di puntare prima a Venere che a Marte. Ad esempio, non bisogna dimenticare l'atmosfera corrosiva generata da un misto di anidride solforosa, acido solforico, anidride carbonica e altri gas. Senza contare che i venti di Venere hanno superato la velocità di 400 km/h nel 2012.

Insomma, la NASA ha buoni motivi per volersi soffermare prima su Marte che su Venere. Tuttavia, quella relativamente poca distanza con la Terra ha sempre affascinato l'uomo, tanto che in passato ci sono stati svariati tentativi di esplorare questo inospitale Pianeta. Nel 1970, i sovietici lanciarono la sonda Venera 7, ma fu solo nel 1981 che le sonde gemelle Venera 13 e 14, lanciate una a cinque giorni di distanza dall'altra, riuscirono a scattare delle foto a colori della superficie di Venere (le potete vedere in calce alla notizia, crediti alla NASA).

Da lì in poi ci furono altre missioni legate a questo Pianeta, come quella relativa alla sonda Magellano lanciata nel 1989 e quella del Venus Express dell'ESA risalente al 2005. Come non citare IKAROS della giapponese JAXA, la sonda lanciata nel 2010. Per quanto riguarda il futuro, i russi stanno progettando di lanciare Venera-D tra il 2026 e il 2031.

Tuttavia, finora non abbiamo mai avuto un rover su Venere, proprio per via della sua "ostilità". Nonostante questo, all'inizio del 2020 è riemersa la discussione in merito alla possibilità di tornare a esplorare questo Pianeta.

Arriva in questo contesto l'iniziativa della NASA, che ha raccolto idee da designer provenienti da tutto il globo. In particolare, l'obiettivo era quello di trovare i giusti sensori per aiutare il sistema AREE a rilevare i terreni di un certo tipo.

Il progetto vincitore, chiamato "Venus Feelers" (potete vederlo nel video presente qui sopra) è potenzialmente in grado di far "schivare" all'eventuale rover buche, grandi rocce e ripidi pendii. L'autore è il designer egiziano Youseef Ghali, che ha vinto 15.000 dollari grazie alla sua invenzione. Ci sono poi molte altre idee interessanti che potrebbero aiutare l'Agenzia spaziale americana: per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della NASA

FONTE: Endadget
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