La NASA ha quattro missioni per studiare alcuni degli eventi più estremi dell'Universo

La NASA ha quattro missioni per studiare alcuni degli eventi più estremi dell'Universo
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La NASA ha selezionato delle proposte per quattro missioni che hanno l'obiettivo di studiare le esplosioni cosmiche e i detriti che si lasciano alle spalle. L'agenzia spaziale americana ha intenzione di selezionarne due entro il 2021, per poi lanciarle nel 2025 nell'ambito del programma Explorer.

"Queste promettenti proposte nell'ambito del programma Explorers mettono in luce alcuni dei modi più creativi e innovativi per aiutare a scoprire i segreti dell'Universo", afferma Thomas Zurbuchen, amministratore associato della direzione della missione scientifica della NASA a Washington. "Dallo studio di stelle e pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare alla ricerca di risposte ai più grandi misteri cosmici, attendo con impazienza la scienza rivoluzionaria da queste missioni di dimensioni modeste."

Ecco quali sono queste missioni:

ESCAPE (Extreme-ultraviolet Stellar Characterization for Atmospheric Physics and Evolution), ha l'obiettivo di studiare le stelle vicine osservando i bagliori ultravioletti, per determinare se questi bagliori siano in grado di rimuovere l'atmosfera da un pianeta roccioso in orbita, influenzandone le condizioni di abitabilità;

COSI (Compton Spectrometer and Imager), ha intenzione di scannerizzare la Via Lattea, misurando i raggi gamma prodotti durante le esplosioni stellari;

Gravitational-wave Ultraviolet Counterpart Imager Mission, costituito da due piccoli satelliti indipendenti, ha l'obiettivo di rilevare la luce del gas caldo nell'esplosione che segue uno scoppio di onde gravitazionali causate dalla fusione di stelle di neutroni o di una stella di neutroni che si fonde con un buco nero;

LargE Area burst Polarimeter (LEAP), montato sulla Stazione Spaziale Internazionale, studierebbe i getti energetici emanati durante la morte di una stella massiccia o la fusione di oggetti compatti come le stelle di neutroni.

"Ognuna di queste missioni farebbe i prossimi passi in alcune delle aree più calde dell'astrofisica", afferma Paul Hertz, direttore della divisione astrofisica della NASA. "Le missioni di Explorers colmano con successo le lacune scientifiche nella nostra attuale flotta di osservatori spaziali." Il programma Explorers ha lanciato oltre 90 missioni, e alcune di esse hanno fatto vincere dei premi Nobel agli scienziati del progetto.

FONTE: phys.org
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