La NASA smetterà di usare nomi razzisti per gli oggetti spaziali

La NASA smetterà di usare nomi razzisti per gli oggetti spaziali
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La storia della NASA è ricca di nomi insensibili, bigotti e razzisti dati agli oggetti spaziali scoperti dall'agenzia. Lo scorso Mercoledì, l'ente spaziale statunitense ha annunciato una revisione dei vari soprannomi e la conseguente eliminazione di quelli che non supereranno l'ispezione.

Secondo l'annuncio della NASA, ci sono già i primi progressi. Nomi razzisti come "la Nebulosa Eskimo" e la "Galassia dei gemelli siamesi" sono già state eliminate e l'agenzia spaziale sta ancora cercando una nomenclatura più sensibile e inclusiva.

"Il nostro obiettivo è che tutti i nomi siano allineati ai nostri valori di diversità e inclusione, e stiamo lavorando attivamente con la comunità scientifica per raggiungerlo," racconta Thomas Zurbuchen, l'amministratore associato del NASA's Science Mission Directorate. "La scienza è per tutti e ogni aspetto del nostro lavoro deve riflettere questo valore."

Questa non è la prima volta che la NASA deve ripensare la sua nomenclatura. Lo scorso anno, l'agenzia spaziale ha rinominato l'asteroide Arrokoth perché il suo nome precedente, Ultimate Thule, aveva una forte associazione con il Nazismo.

"Questi soprannomi e termini possono avere una connotazione storica e culturale che sono sgradevoli e la NASA è molto attenta a non usarli," spiega Stephen T. Shih, amministratore associato per la Diversità e le Pari Opportunità presso la sede centrale della NASA.

"La scienza dipende da diversi contributi e beneficia del supporto di tutti, questo significa che dobbiamo renderla inclusiva".

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