NASA: le striature di Marte potrebbero non essere d'acqua

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Marte è sempre più un’incognita. Nel 2011, infatti, alcuni scienziati avevano scoperto sulla superficie del pianeta rosso delle strane striature che secondo alcuni ricercatori avrebbero confermato la presenza di alcuni flussi d’acqua salata attivi sul pianeta.

Tuttavia, delle nuove ricerche hanno dimostrato che, dopo tutto, si potrebbe trattare anche di sabbia o polvere.

A darne l’annuncio la NASA, che cita uno studio condotto da un team di ricercatori a guida dell’astrologo Colin Dundas e che esamina proprio queste striature.

Secondo gli stessi, che si basano sulle immagini inviate dal Mars Reconnaissance Orbiter mandato in orbita proprio dalla NASA, le Recurring slope lineae (RSL) sarebbero presenti principalmente in condizioni di scarsa pendenza, il che lascia presagire che probabilmente siamo di fronte ad accumuli di sabbia a polvere. L’Agenzia Spaziale Americana però predica prudenza, e sostiene che bisognerà effettuare altre ricerche per capire la reale natura di questi segni.

Le RSL a quanto pare apparirebbero durante le stagioni calde di Marte, per scomparire in quelle più fredde. Queste sono avvolte dal mistero: gli scienziati non sono ancora riusciti a spiegare la “loro crescita graduale, la ricomparsa stagionale, la dissolvenza quando sono inattive e la presenza di sali. idrati, che hanno molecole di acqua legate nella loro struttura cristallina”.

La nuova ricerca, pubblicata nella giornata di ieri, non esclude la possibilità della presenza di acqua su Marte, in quanto “il rilevamento di sali idrati sono coerenti con qualche ruolo per l’acqua nell’iniziazione delle striature”, ma gli scienziati sottolineano comunque che “i volumi di acqua liquida possono essere piccoli o addirittura pari allo zero”.

Una ricerca pubblicata all’inizio dell’anno aveva suggerito che Marte, in precedenza, sarebbe potuto essere molto più umido di quanto ipotizzato.

FONTE: CNET
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