Navi della guerra mondiale depredate non per l'oro, ma per un tesoro più prezioso

Navi della guerra mondiale depredate non per l'oro, ma per un tesoro più prezioso
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Decine di navi da guerra, ultime testimoni silenziose della Seconda Guerra Mondiale e tombe sommerse di migliaia di militari di varie nazionalità, sono state illegalmente depredate non per l'oro, ma per un tesoro - quasi - più prezioso.

Vengono illegalmente smantellate da gruppi di recuperanti senza scrupoli. Questi "predatori" dei mari, travestiti da pescatori, hanno preso di mira i relitti nei fondali di Indonesia, Singapore e Malesia, alla ricerca non solo di rottami da rivendere come ferro vecchio ma anche di metalli preziosi come il rame e il bronzo fosforoso delle eliche.

Il fenomeno, che ha visto la distruzione parziale o totale di fino a 40 navi, nasconde però un interesse ancora più macabro. Gli scafi delle navi affondate prima degli esperimenti nucleari del 1945 sono infatti tra le ultime fonti di "acciaio a basso sfondo", privo di radiazioni e quindi estremamente prezioso per alcuni strumenti scientifici e medici.

Questa caccia al tesoro sottomarino ha provocato indignazione tra veterani e archeologi, accusando i governi di non proteggere adeguatamente questi siti di sepoltura. Il Regno Unito, in particolare, ha visto con orrore come i relitti di alcune delle sue navi più celebri, come l'HMS Exeter, l'HMS Encounter e l'HMS Electra, contenenti i corpi di oltre 150 marinai, siano stati saccheggiati.

Anche l'Australia ha espresso profondo disappunto per il danneggiamento dell'HMAS Perth, luogo di riposo finale per più di 350 australiani. Questi atti di vandalismo non solo cancellano pezzi di storia ma violano il sacro riposo di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la libertà. La distruzione di questi relitti, oltre a essere un insulto alla memoria dei caduti, rappresenta una perdita irreparabile per la storia e l'archeologia marittima.

A proposito, sapete invece che c'è un relitto che vale 20 miliardi di dollari?

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