New Horizons, il veicolo che ha visitato l'oggetto più lontano finora, ci manda nuovi dati

New Horizons, il veicolo che ha visitato l'oggetto più lontano finora, ci manda nuovi dati
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Il primo gennaio 2019, la sonda spaziale New Horizons incrociò l'orbita dell'asteroide MU69 2014. Al tempo del sorvolo l'oggetto era chiamato, in modo inufficiale, Ultima Thule. Oggi il suo nome, approvato dall'Unione Astronomica Internazionale, è Arrokoth, che significa "cielo" nella lingua Powhatan dei nativi americani.

Si tratta dell'oggetto più lontano che abbia mai ricevuto un sorvolo da un veicolo spaziale terrestre, impiegando 13 anni per raggiungere l'obiettivo. Ora, più di un anno dopo l'avvicinamento, i dati sono arrivati. I ricercatori del team di New Horizons hanno presentato i loro ultimi risultati, basati su una serie di nuovi dati dal veicolo spaziale.

I dati rappresentano una porzione molto più ampia delle scoperte di New Horizons rispetto alle trasmissioni dell'anno scorso e l'analisi risultante potrebbe cambiare la comprensione degli scienziati sulla formazione del sistema solare. Arrokoth è probabilmente cambiato molto poco dalla nascita del nostro sistema, quindi funziona come una sorta di capsula del tempo. "Non siamo mai andati verso un oggetto primitivo e ben conservato come Arrokoth", afferma Alan Stern, responsabile principale della missione. "È sostanzialmente rimasto invariato da oltre quattro miliardi di anni fa, quando si è formato."

Ci sono diverse "faide" per le simulazioni della formazione del sistema solare. Un lato appoggia il cosiddetto modello di accrescimento gerarchico, in cui i granelli di polvere si scontrarono per formare ciottoli, che formarono rocce, poi massi e infine corpi di grandi dimensioni in un lungo e violento processo. L'altra parte ha sostenuto la teoria nebulare, che afferma che il sistema solare abbia avuto origine dal collasso gravitazionale di una nube gassosa, la nebulosa solare.

I primi dati di New Horizons dell'anno scorso hanno lasciato intendere un lieve incidente tra i due lobi che compongono Arrokoth, prove della teoria nebulare. Con una quantità di dati dieci volte superiore e molti mesi di modellazione al computer, i ricercatori potrebbero essere ad un punto di svolta. Secondo Stern, inoltre, il veicolo spaziale può continuare a raccogliere dati fino alla fine degli anni '30.

FONTE: astronomy
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