Nobel per il DNA Watson: "neri meno intelligenti per genetica". Viene ripudiato da tutti

Nobel per il DNA Watson: 'neri meno intelligenti per genetica'. Viene ripudiato da tutti
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Una dichiarazione particolarmente controversa ha fatto sì che il Nobel per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA, James Watson, perdesse la stima e gli encomi ottenuti dallo scienziato nel corso della lunga carriera. Watson ha detto che i neri sono meno intelligenti dei bianchi, per genetica. "È solo il risultato dei suoi studi", lo difendono i figli.

"Mio padre è stato immediatamente dipinto come un bigotto e come un razzista, ma sono accuse ridicole", avrebbe detto ad esempio il figlio dello scienziato novantenne Rufus Watson, secondo quanto riportato da Il Giornale. "Ha semplicemente descritto quanto è emerso dalle sue ricerche nel campo della genetica. Mio padre ha trascorso quasi tutta la sua vita in laboratorio e ogni sua affermazione si basa esclusivamente sulle informazioni collezionate in oltre sessant’anni di attività scientifica".

Ed è qua il punto cruciale: se di risultati dovuti all'attività di ricerca, e non di deliri di un razzista, si deve parlare, dobbiamo intendere che esistano dei limiti non superabili dalla scienza? Che sia la ricerca, e non la politica o le scienze sociali, a dover tutelare l'integrità delle minoranze, negandosi la possibilità di indagare il mondo con l'obiettivo di averne una maggiore comprensione?

O forse le tesi di Watson sono completamente campate in aria, e sarebbero confutate dal lavoro di peer review, e non dal fatto di essere "scomode". Perché, chiariamoci, che si tratti di ipotesi che, se decontestualizzate, possano fornire un pretesto alle più squallide farneticazioni, è evidente.

Sta di fatto che Watson sta subendo una autentica damnatio memoriae: "non ha alcun fondamento scientifico, è una tesi abominevole", dice un comunicato dello Spring Harbor Laboratory dove il Nobel ha lavorato per trent'anni. Nel comunicato si legge anche che il centro d'eccellenza provvederà a togliere a James Watson tutti gli encomi ricevuti nel corso degli anni, tra cui quello di cancelliere emerito.

"C'è una differenza nella media tra neri e bianchi nei test del QI", questa la frase controversa detta da Watson in favore di camera. "Direi che la differenza è dovuta alla genetica".

Nel 2007 una simile dichiarazione gli costò il licenziamento dall'Università di Cambridge. Nel 2014 dovette vendere la medaglia del Nobel —poi riconsegnata, riporta Repubblica— per la condizione di difficoltà economica dovuta al crollo della reputazione e delle opportunità di carriera.

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