Nokia ci porta dietro le quinte di un aggiornamento ad Android Pie

Nokia ci porta dietro le quinte di un aggiornamento ad Android Pie
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I produttori di smartphone Android vengono spesso criticati per le tempistiche con cui rilasciano gli aggiornamenti. Tuttavia, l'utente medio non conosce il lavoro che c'è dietro a un progetto di questo tipo. Ebbene, Nokia ha deciso di spiegare una volta per tutte cosa comporta il dover realizzare un update ad Android Pie.

In particolare, stando anche a quanto riportato dai colleghi di PhoneArena e al PDF pubblicato online dalla stessa Nokia, il primo passo è quello di attendere la pubblicazione del codice open source della nuova versione del robottino verde da parte di Google. In questo contesto, la società californiana ha degli accordi di esclusiva temporale solamente con alcuni produttori e quindi le tempistiche possono tardare anche per questo motivo. Dopodiché, ogni modello è differente dall'altro e quindi è ovvio che ci sia una lista di priorità, che avvantaggia gli smartphone appena usciti sul mercato.

La terza fase è quella relativa alla personalizzazione del sistema operativo. Nel caso di Nokia, vengono implementate solamente alcune funzioni utili e non esiste alcun tipo di bloatware, quindi le tempistiche sono in linea teorica più veloci rispetto alla concorrenza. In seguito bisogna ovviamente testare la build, in modo che essa sia stabile e funzioni al meglio sui dispositivi coinvolti. Vengono effettuati dei test sia in laboratori interni che attraverso beta tester esterni. Ci sono miriadi di possibili problemi che possono emergere in questa fase e ovviamente vanno risolti, per quanto questo sia possibile. Capite bene che questo può richiedere molto tempo.

Successivamente vengono effettuati ulteriori test per far passare tutte le norme di conformità. Per esempio, in questa fase avvengono delle prove legate al Bluetooth e al Wi-Fi. Nel caso di Nokia, i test vengono effettuati due volte per essere sicuri al 100% della bontà dell'aggiornamento. Tuttavia, ogni mercato e ogni Paese fa storia a sé e quindi vanno testati tutti gli operatori telefonici e sistemate le eventuali problematiche.

Infine, bisogna attendere che la build finale venga approvata al 100% e solo a quel punto l'aggiornamento può essere rilasciato nelle classiche modalità che tutti conosciamo. Insomma, capite bene che la quantità di lavoro che bisogna effettuare per realizzare un aggiornamento a una nuova major release di Android è molto alta e anche i costi non sono esattamente bassi. Per questo motivo, le problematiche che possono sussistere sono innumerevoli.

FONTE: PhoneArena
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