Non riusciamo a capire quanto vale di preciso la costante di Hubble

Non riusciamo a capire quanto vale di preciso la costante di Hubble
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La costante di Hubble, un numero che rappresenta la velocità con cui il nostro universo si sta espandendo, è sfuggevole. Pare, infatti, che in periodi diversi si calcolino numeri diversi. Numeri con un errore sperimentale particolarmente elevato (una certa soglia di errore è tollerata e ineliminabile).

Una nuova ricerca, risalente a qualche mese fa, aveva proposto che il numero in questione fosse di 69,8 chilometri al secondo per megaparsec (km/sec/Mpc), mentre vari altri studiosi avevano precedentemente calcolato che fosse 72, 73,5, o 74 (di cui vi avevamo parlato). La variazione è significativa, si, ma nulla in confronto all'ultimo numero trovato. Un team dell'Università della California UC Davis ha infatti svolto accurate analisi e pubblicato la propria ricerca sulla costante di Hubble: il numero è 77. Ma allora quanto vale la costante di Hubble? 77 o 69,8? O nessuno dei due?

Il problema di tutte queste discrepanze è che la Costante Hubble è un numero particolarmente importante, che ci serve per comprendere quasi tutto ciò che riguarda il nostro universo. Wendy Freedman, il fisico che è arrivato al numero 69.8, in un comunicato stampa di qualche mese fa aveva affermato che "La costante di Hubble è il parametro cosmologico che definisce la scala assoluta, le dimensioni e l'età dell'universo. È uno dei modi più diretti che abbiamo per quantificare come si evolve l'universo". Ma quale è il problema? Perchè non ci riusciamo?

Ognuno di questi studi ha affrontato il problema della costante di Hubble in modo diverso. Freedman, ad esempio, lo ha calcolato studiando le stelle giganti rosse, mentre il team del nuovo studio ha utilizzato dei complessi sistemi di lenti gravitazionali. Dovremmo quindi chiederci: esiste la possibilità che la maggior parte di queste squadre, se non tutte, abbiano semplicemente sbagliato i calcoli? D'altra parte le variabili in gioco sono moltissime e spesso basta anche soltanto un piccolo errore per sbagliare i conti di molto. Un piccolo errore che si propaga e può diventare gigante. Non lo sappiamo ancora dire, ma è possibile che i calcoli siano sufficientemente complessi da non riuscire a trovare un numero con cui tutti possano essere d'accordo. Tuttavia, ad esempio, il fisico Adam Riess pensa che "Nessuno si sbaglia. Nell'universo sta succedendo qualcos'altro".

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