Nuova arma contro i super batteri: creati antibiotici super potenti

Nuova arma contro i super batteri: creati antibiotici super potenti
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Due nuovi antibiotici creati dal Prof. Brice Felden e dal suo team, presso l'Inserm e l'Université de Rennes 1, oltre ad essere stati efficaci contro dei batteri multi-resistenti agli antibiotici, non hanno attivato alcun tipo di resistenza quando sono stati utilizzati nei topi.

I progressi di questa ricerca, pubblicati su PLOS Biology, potrebbero portare a nuove soluzioni per combattere la resistenza agli antibiotici in tutto il mondo. Nonostante siano una delle principali scoperte della medicina contemporanea, la crescente resistenza contro quest'ultimi li sta lentamente rendendo inefficaci.

Secondo le ultime stime infatti, 700.000 persone muoiono ogni anno per delle infezioni resistenti agli antibiotici, un numero destinato a crescere a dismisura: fino a 10 milioni ogni anno nel 2050.

I ricercatori di Inserm e dell'Université de Rennes, hanno identificato una nuova tossina batterica, che hanno poi trasformato in un potente antibiotico. "Tutto è iniziato con una scoperta fatta nel 2011", ha detto Felden. "Ci siamo resi conto che una tossina prodotta dallo Staphylococcus aureus, ha il ruolo di facilitare l'infezione, ma è anche in grado di uccidere altri batteri." Così, i ricercatori hanno subito pensato di poter usare questa caratteristica per creare un nuovo antibiotico.

In collaborazione con la squadra del chimico dell'ISCR, Michèle Baudy Floc'h, è stata sintetizzata una nuova famiglia di peptidomimetici modificati. Delle 20 molecole create, due si sono dimostrate efficaci contro la setticemia e le infezioni della pelle, senza portare alcuna tossicità.

"Abbiamo testato gli antibiotici a dosi da 10 a 50 volte più alte della dose efficace, senza vedere alcun tipo di tossicità", ha poi affermato Felden. L'altra buona notizia è che i batteri non hanno sviluppato alcun tipo di resistenza, anche creando un ambiente ad hoc.

Tuttavia, il team non vuole ancora esultare per questi risultati, visto i brevi periodi sperimentali (fino a 15 giorni). Il prossimo passo della ricerca, prevede di testare questi antibiotici negli esseri umani.

FONTE: phys.org
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