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Sentiamo molto spesso parlare di "ologrammi" e negli ultimi anni son stati fatti parecchi passi avanti per rendere tale tecnologia una realtà. Di recente, la compagnia PORTL Hologram, ha affermato di voler portare il suo prodotto alle masse come base per le videochiamate del futuro.

La Portl Hologram Company, di proprietà dell’imprenditore David Nussbaum, si è già resa famosa in passato per aver creato ologrammi ultra-realistici di personaggi famosi (e defunti): a loro si deve l’installazione di un redivivo Ronald Reagan nella Reagan Memorial Library, in California e sempre per mano loro è stato possibile portare sul palco un inquietante ma quanto mai realistico 2Pac sul palco del Coachella 2012.

Ora, stando a quanto affermato da Nussbaum stesso, il prossimo passo è quello di costruire una macchina capace di portare la “comunicazione a ologrammi” alle masse, liberando la concezione di ologramma dall’etichetta di pura tecnologia per svago. Il CEO della compagnia ha fatto sapere che la marcia in questo senso procede bene, grazie ad un recente stanziamento di fondi di quasi 3 milioni di dollari da parte di Timothy Draper (un grande investitore e magnate americano).

Il progetto prende il nome di “PORTL Hologram” a causa della forma e dell’aspetto della “macchina” che riproduce l’ologramma: un vero e proprio portale di notevoli dimensioni. Quest’ultimo aspetto è stato infatti un problema su cui gli ingegneri addetti allo sviluppo si sono concentrati: portare nelle case degli interessanti un attrezzo che occupa un’intera stanza non è molto pratico, quindi va trovato un modo per rimpicciolire la tecnologia mantenendo comunque la qualità.

Per ora esistono già dei “kit” di test per chi volesse cimentarsi in questa esperienza, ma prima di precipitarvi sul sito per cercare di accaparrare qualche prototipo occorre che sentiate il prezzo di partenza: non meno di 60 mila dollari ad unità. Un costo che di certo non si addice ad un prodotto di massa, e su cui si dovrà ritornare (probabilmente con un abbonamento mensile molto più accessibile).

Nussbaum si è detto fiducioso per quanto riguarda l’utilità di questo nuovo sistema di videochiamate: “La pandemia che ci ha colpito ne è stata la prova. Sapevo che la mia compagnia avrebbe portato a qualcosa, ma dopo il virus sapevo avremmo dovuto fare molto di più per permettere alle persone di rimanere unite”.

L’ologramma finale ha bisogno ancora di un supporto fisico a tutto tondo per la proiezione (quindi non come quelli “puri” della saga di Star Wars) e questo per molti è un punto di svantaggio. Di recente infatti, nei laboratori dell'Università di Tokyo si è ottenuto un ologramma in movimento mediante laser e nanomateriali.

FONTE: TECHCRUNCH
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