Una nuova protesi riesce a ottimizzare la deambulazione con innovativi sensori

Una nuova protesi riesce a ottimizzare la deambulazione con innovativi sensori
INFORMAZIONI SCHEDA
di

Un team internazionale guidato dall’ETH di Zurigo e dalla start-up SensArs ha sviluppato un’innovativa protesi che riesce ad interfacciarsi con i nervi rimasti ancora attivi e vitali all’interno della coscia, riuscendo a garantire, a chi la utilizza, la possibilità di avvertire dei feedback sensoriali.

Sembra quasi fantascienza ma pare che questa innovativa protesi riesca a far provare delle sensazioni a chi la utilizza.

E’ una scoperta importantissima perché, ad oggi, chi indossa una comune protesi per muoversi non riesce ad avvertire importanti sensazioni come il cambiamento di terreno, o se ci sono dei piccoli dislivelli o, ancora, se la superficie è scivolosa, e ciò comporta la costante attenzione durante la camminata, sforzando spesso, di più, la gamba sana.

A questo problema si aggiunge anche quello del dolore fantasma. E’ comune, tra chi ha subito amputazioni, avvertire dolore all’arto mancante e, spesso, si rimane in balia di questo male perché i farmaci attuali, a volte, non riescono a mitigarlo in alcun modo.

Questo nuovo dispositivo è stato testato da due persone che hanno subito l’amputazione di una delle due gambe appena sopra il ginocchio ed i risultati fanno ben sperare per il futuro.

Per prima cosa ai due volontari sono stati installati degli speciali elettrodi all’interno del restante apparato nervoso della gamba.

Il passo successivo è stata la creazione di speciali algoritmi che convertissero le sensazioni tattili diverse in determinati stimoli elettrici.

In parole povere, la protesi invia agli elettrodi determinati impulsi elettrici che vengono raccolti dai nervi e trasformati in sensazioni tattili dal sistema nervoso centrale.

Una volta installate le protesi si sono svolti alcuni test per capire il reale beneficio che queste sensazioni infondono ai volontari ed è emerso che la semplice camminata risultava più facile e meno rischiosa in quanto il corpo consumava meno ossigeno rispetto a quando i pazienti si muovevano con una protesi tradizionale.

Anche il dolore da arto fantasma, grazie a questa protesi, è stato notevolmente ridotto.

Insomma, la tecnologia ed i progressi della scienza non smettono mai di stupirci e farci ben sperare.

FONTE: Slash Gear
Quanto è interessante?
6