Una nuova tecnica di imaging scoverà tessuti tumorali anche di pochi mm

Una nuova tecnica di imaging scoverà tessuti tumorali anche di pochi mm
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L'imaging di ultima generazione di basa su biomolecole ed agenti coloranti fluorescenti, per migliorare il contrasto visivo nei tessuti viventi. Negli ultimi anni i progressi nella ricerca sulle nanoparticelle hanno inoltre ampliato la gamma di agenti di contrasto per ottenere una diagnostica sempre più precisa.

Un team di ricerca del KTH Royal Institute of Technology ha ulteriormente migliorato queste tecniche, combinando agenti di contrasto a fluorescenza ottica con i raggi X, in un unico potenziatore per entrambe le modalità.

Lo studio, riportato sull'American Chemical Society, ACS Nano, introduce una nuova dimensione nel campo della bio-imaging a raggi X, grazie ad un design unico di nanoparticelle che apre la strada alla diagnostica dei tumori in vivo, utilizzando la tomografia computerizzata a fluorescenza con raggi X (XFCT).

Queste nuove nanoparticelle "core-shell" potrebbero avere un ruolo da svolgere nello sviluppo della "teragnostica", un neologismo per terapia e diagnostica, in cui singole particelle caricate di farmaco potrebbero sia rilevare che trattare contemporaneamente i tessuti maligni.

L'agente di contrasto prende il nome dalla sua architettura: una combinazione di nanoparticelle con potenziale precedentemente stabilito nell'imaging a fluorescenza a raggi X, come rutenio ed ossido di molibdeno. Questo nucleo è poi racchiuso in un guscio di silice e Cy5.5 (un colorante che emette fluorescenza infrarossa per tecniche di imaging ottico come la microscopia e la spettroscopia).

L'incapsulamento di questo colorante (Cy5.5) all'interno migliora sensibilmente la luminosità dell'agente, estendendo la foto-stabilità e consentendo il doppio approccio imaging ottico a raggi X. Offre inoltre l'indubbio vantaggio di mitigare gli effetti tossici delle nanoparticelle centrali.

I primi test di laboratorio hanno avuto risultati entusiasmanti, dimostrando che gli agenti di contrasto XFCT consentono la localizzazione di tumori in fase iniziale anche di dimensioni di pochi millimetri, un grandissimo aiuto per identificare neoplasie al primissimo stadio nei tessuti viventi.

Un'arma in più contro questo terribile male.

FONTE: Pubs Acs
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