Il segreto per contrastare Parkinson ed Alzheimer? Le nanomolecole

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I ricercatori dell'Università di Umeå, in Svezia, in collaborazione con scienziati croati e lituani, hanno scoperto che le nanomolecole di un particolare elemento chimico possono inibire la formazione di placche nei tessuti cerebrali, fornendo una rinnovata speranza contro l'Alzheimer ed il Parkinson.

La prof.ssa Morozova-Roche, membro dello studio, ha affermato: "Questo è davvero un passo molto importante che potrebbe costituire la base per futuri nuovi trattamenti efficaci contro le malattie neurodegenerative".

Quando le proteine si ripiegano male, formano fibrille insolubili chiamate amiloidi, che sono coinvolte in diverse malattie gravi come Alzheimer, Parkinson o la sindrome di Corino Andrade. Questi aggregati uccidono le cellule neuronali formando poi placche amiloidi nei tessuti cerebrali.

Quello che i ricercatori hanno scoperto è che particolari molecole nanometriche possono ostacolare la formazione amiloidale della proteina pro-infiammatoria SI00A9. Sono anche in grado di dissolvere placche già formate, come dimostrato attraverso tecniche di microscopia a forza atomica (AFM) ed a fluorescenza.

Queste particolari molecole sono poliossoniobati (composti inorganici già noti per la loro capacità di contrastare gli agenti nervini), in particolari sono ioni di dimensioni infinitesimali con carica negativa contenenti l'elemento chimico niobio.

I ricercatori hanno lavorato con due diverse molecole, Nb10 e TiNn9. Entrambe rivelatesi in grado di inibire gli amiloidi SI00A9 formando interazioni ioniche con le bande caricate positivamente sulla superficie della proteina, che sono fondamentali per il suo autoassemblaggio.

"Saranno necessarie ulteriori ricerche prima di poter affermare con sicurezza che da ciò potranno derivare trattamenti funzionanti, ma i risultati finora raccolti sono incredibilmente promettenti" ha affermato la prof.ssa Morozova-Roche.

Sul fronte dell'Alzheimer già in una precedente notizia vi avevamo parlato del primo farmaco approvato, con riserva, dopo 20 anni.

FONTE: Pubs.Acs
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