Nuove rivelazioni su Betelgeuse: la stella è più piccola e giovane del previsto!

Nuove rivelazioni su Betelgeuse: la stella è più piccola e giovane del previsto!
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Uno degli astri più amati dagli astronomi e dalla gente comune è senz’altro Betelgeuse, la super-gigante rossa che fa da “spalla” nella costellazione di Orione. Da diversi anni si presume sia alla fine del suo ciclo vitale, pronta a regalarci una supernova spettacolare, ma un nuovo studio piomba come un fulmine a ciel sereno sulle nostre speranze.

Betelgeuse, fin ad ora, si stima sia ad una distanza di circa 600-650 anni luce, con un raggio di almeno 1000 volte quello del Sole. Basandosi su questi dati, incrociandoli con magnitudine assoluta e apparente, con emissione nello spettro elettromagnetico e via dicendo, gli astronomi ipotizzavano che la sua vita fosse prossima alla fine, ormai vicina alla fase esplosiva che caratterizza le super-giganti, conosciuta come “supernova”. Nel corso dell’ultimo anno, inoltre, una sensibile diminuzione della sua luminosità aveva fatto credere che si era ormai giunti al momento fatidico, ma ricerche più approfondite hanno dimostrato fosse soltanto una nube di polveri e gas interposta sulla linea visuale.

Proprio questa nube, frutto di una certa attività della stella, ha spinto gli scienziati a scendere nel dettaglio dell’attività di Betelgeuse, pubblicando una ricerca che scardina un po’ tutte le idee che ci eravamo fatti: secondo l’astrofisica Meridith Joyce dell’Australian National University che ha guidato lo studio, la supergigante ha una dimensione inferiore di almeno il 30% rispetto a quanto calcolato in precedenza, portandola a circa 750 raggi solari, e soprattutto ad una distanza molto più ravvicinata, cioè non oltre i 530 anni luce dal sistema solare.

Questi nuovi dati, grazie all’analisi approfondita pubblicata su The Astrophysical Journal, ci portano a dover riconsiderare il ciclo vitale della stella che sì, rimane comunque in fase “calante”, ma probabilmente bisogna aggiungere uno zero alle stime fatte fin ora: se si stimava che Betelgeuse potesse esplodere entro un diecimila anni, ora è più probabile spingersi ad un almeno centomila.

Per l'Homo Sapiens probabilmente non cambia nulla, ma qualora l’umanità si trovasse ancora sulla Terra nell’inimmaginabile 102020 d.C, si ritroverebbe ad assistere ad uno spettacolo senza pari. Fortunati gli scienziati di quel tempo.

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