Superfici 3D antimicrobiche: la nuova arma contro i patogeni

Superfici 3D antimicrobiche: la nuova arma contro i patogeni
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I ricercatori Dell'Università di Monash, in Australia, hanno progettato nuove superfici antimicrobiche capaci di ridurre in modo significativo la formazione di batteri sugli strumenti medici, come ad esempio i cateteri urinari, riducendo così il rischio di infezione del paziente durante la degenza ospedaliera.

Questo studio, il primo al mondo, dimostra il potenziale delle superfici ingegnerizzate 3D nel prevenire la formazione iniziale di microcolonie di Escherichia coli (E.Coli), Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa, le tre infezioni batteriche più comuni del tratto urinario (UTI) associate all'utilizzo dei cateteri.

Il team di studio, guidato dal dott.Cadarso, ha progettato superfici con micro caratteristiche in 3D lisce, invece delle tradizionali sezioni trasversali taglienti, per ridurre la possibilità che batteri nocivi possano attaccarsi in gran numero a queste superfici.

Le zone testate hanno dimostrato una riduzione sia nell'adesione dei batteri che nella formazione del biofilm, una delle superfici presentava infatti proprietà eccellenti contro E.Coli, K.pneumoniae e P.aeruginosa, con oltre il 60% in meno di cellule batteriche attecchite e quasi il 70% in meno di proliferazione di microcolonie.

Le infezioni del tratto urinario legate all'utilizzo dei cateteri sono il tipo più comune di infezione nosocomiale, tanto da renderli una urgente minaccia sanitaria globale per l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Circa 1 paziente su 5 ricoverato, in tutto il mondo, si sottopone a cateterizzazione vescicale e si stima che oltre 15 mila persone all'anno muoiano a causa di infezioni nel tratto urinario, senza contare gli oltre 700 mila decessi per superbatteri con antibiotico-resistenza.

Lo studio, pubblicato su ACS Applied Materials & Interfaces, ha dimostrato come i batteri prediligano superfici con angoli acuti (tipico dei vecchi strumenti), rimuovendo quindi queste caratteristiche non sarebbero più in grado di colonizzare le aree in modo altrettanto efficace. Le microtopografie in 3D, con altezze variabili e sezioni trasversali lisce, possono scoraggiare sia l'attacco batterico iniziale che la successiva proliferazione di biofilm.

Lo sviluppo di queste strategie atte a prevenire la colonizzazione batterica delle superfici, senza richiedere i soliti farmaci antimicrobici o agenti chimici, è fondamentale per fermare la crescita indiscriminata di superbatteri e la potenziale diffusione di patologie dannose.

FONTE: Pubs Acs
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