Nuovo esame del sangue non invasivo permette di scoprire cancro e sua diffusione

Nuovo esame del sangue non invasivo permette di scoprire cancro e sua diffusione
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Gli esami del sangue continuano a evolversi con nuovi metodi per diagnosi precoci o approfondite anche di malattie più ostiche. Se nell’ottobre 2021 è stato individuato un metodo per prevedere la demenza con un semplice esame, in queste giornate i ricercatori hanno delineato un nuovo tipo di esame del sangue per rilevare il cancro.

Lo studio in questione è stato pubblicato su Clinical Cancer Research in seguito all’analisi dei campioni di 300 pazienti con sintomi legati al cancro, non specifici ma per la maggior parte riguardanti affaticamento e perdita di peso. Sfruttando una tecnica chiamata “metabolomica NMR”, ovvero “analisi metabolomica tramite spettroscopia NMR” che utilizza elevati campi magnetici e onde radio per profilare i livelli di metaboliti nel sangue, i medici sono riusciti a rilevare il cancro e valutare il suo stadio in 19 pazienti su 20.

Non si tratta, tra l’altro, di un test specifico per una singola tipologia di cancro, bensì di un esame particolarmente promettente nell’intero contesto clinico che normalmente richiede l’imaging convenzionale. Così facendo, questo metodo diventa il primo capace di determinare lo stato metastatico di un cancro da un semplice esame del sangue, senza alcuna conoscenza preliminare.

James Larkin, ricercatore dello studio dell'Università di Oxford, ha dichiarato quanto segue: “Solo ora stiamo iniziando a capire come i metaboliti prodotti dai tumori possono essere utilizzati come biomarcatori per rilevare il cancro. Abbiamo già dimostrato che questa tecnologia può identificare con successo se i pazienti con sclerosi multipla stanno progredendo verso le fasi successive della malattia, anche prima che i medici esperti potessero dirlo. È molto eccitante che la stessa tecnologia stia ora mostrando risultati promettenti in altre malattie, come il cancro”.

Ora saranno necessari ulteriori studi con coorti di pazienti più grandi per valutare se l’efficacia si mantiene con la medesima percentuale, per poi procedere con la valutazione di applicazioni cliniche.

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