Un nuovo strumento potrebbe - finalmente - risolvere il mistero dell'energia oscura

Un nuovo strumento potrebbe - finalmente - risolvere il mistero dell'energia oscura
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Fra tutti i numerosi misteri del cosmo, quello che tormenta maggiormente gli scienziati riguarda l'energia oscura. Una ipotetica forma di energia non rilevabile e diffusa nello spazio che potrebbe giustificare, tra le tante cose, l'espansione accelerata dell'Universo.

L'energia oscura costituisce circa il 68% di tutta la massa presente nel cosmo, e un nuovo strumento ha le carte in regola per riuscire a rilevarla; il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), montato sul telescopio Mayall.

Molti ricercatori ritengono che l'energia oscura abbia semplicemente un valore particolare, soprannominato "costante cosmologica". Altri ritengono che la teoria della gravità di Einstein sia incompleta se applicata all'enorme scala dell’intero Universo.

Qui entra in gioco lo strumento: quest'ultimo misurerà lo spostamento delle galassie che coprono una grande porzione di Universo (circa dieci miliardi di anni luce dalla Terra). Una mappa così grande e dettagliata potrebbe essere in grado di rispondere ad alcune domande chiave sull'energia oscura e sulle strutture a larga scala presenti nel cosmo.

Le informazioni ottenute dal Dark Energy Spectroscopic Instrument dovrebbero rispondere a diverse domande riguardanti la natura di questa strana forma di energia e, inoltre, ci permetteranno di effettuare tantissimi altri studi.

Questa è solo una delle numerose missioni di nuova generazione che verranno effettuate nel prossimo decennio. Siamo davanti all'inizio - molto probabilmente - di una nuova era di conoscenza e scoperte. Non vediamo l'ora.

FONTE: phys.org
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