In un nuovo studio, il 100% dei rapaci esaminati aveva microplastiche nel corpo

In un nuovo studio, il 100% dei rapaci esaminati aveva microplastiche nel corpo
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Le microplastiche sono ovunque: dalle città fino alle montagne (apparentemente) incontaminate. Un nuovo studio ha trovato microplastiche perfino nelle viscere degli uccelli rapaci in Florida, tra cui falchi, falchi pescatori e gufi. Sono state scoperte microplastiche nel 100% degli uccelli che sono stati esaminati.

Nello specifico, gli esperti hanno analizzato il contenuto dello stomaco di 63 uccelli rapaci che rappresentano otto specie diverse e hanno trovato microplastiche in ogni singolo individuo, per un totale di quasi 1.200 pezzi. Microfibre blu e trasparenti rappresentavano la stragrande maggioranza del materiale (86%) di materie plastiche totali, seguite da un assortimento di altri microframmenti (13%), macroplastiche (0,7%) e microsfere (0,3%).

I ricercatori riconoscono che 63 rapaci esaminati non "fanno testo" rispetto a tutte le altre creature del paese. Tuttavia, gli esperti sostengono che i loro risultati mostrano chiaramente una tendenza preoccupante. "I rapaci sono i principali predatori nell'ecosistema e modificando la popolazione o lo stato di salute del predatore principale, vengono alterati completamente tutti gli animali, gli organismi e gli habitat sottostanti nella catena alimentare", sottolinea Julia Carlin, autrice principale dello studio.

La microplastica non si decompone e può essere trasmessa da animale ad animale. Quindi, un pesce che ha mangiato questo materiale plastico non lo digerisce e, a sua volta, passa la sostanza al predatore che lo mangia. Insolitamente, la nuova ricerca ha scoperto che il falco pescatore, che mangia prevalentemente pesce, aveva significativamente meno plastica nei suoi tratti digestivi rispetto alla poiana spallerosse, che tende a mangiare roditori.

Attualmente, i dettagli dell'inquinamento da microplastiche non sono ancora completamente compresi. Tuttavia, ci sono alcune prove che suggeriscono che anche piccoli pezzi potrebbero potenzialmente avere un effetto tossico sugli animali.

FONTE: iflscience
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