Un nuovo studio ci racconta della diffusione della "Grande peste di Londra"

Un nuovo studio ci racconta della diffusione della 'Grande peste di Londra'
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Dal XIV al XVII secolo la Gran Bretagna venne colpita dalla peste nera. Una nuova ricerca mostra che la malattia si diffuse più rapidamente nei focolai successivi, ma con una diminuzione del tasso di mortalità.

Ad esempio nel 1348, secondo il professor David Earn della McMaster University, il tasso di mortalità raddoppiave ogni 43 giorni dall'inizio alla fine dell'epidemia. Con la "Grande peste di Londra" del 1665, il tasso di raddoppio era ogni 11 giorni. "È una differenza sorprendente nella velocità con cui sono cresciute le epidemie di peste", afferma il professor David Earn della McMaster University.

I primi focolai di peste erano così diffusi che si pensa che molti sopravvissuti abbiano sviluppato una resistenza genetica parziale che hanno trasmesso ai loro figli, fatto che spiega perché i focolai successivi abbiano colpito e ucciso meno persone. Il lavoro degli esperti supporta l'affermazione che nel XIV secolo la peste si diffuse attraverso le pulci che infestavano ratti o altri animali.

Il lavoro, tra le tante cose, mette in dubbio l'idea che il virus Sars-Cov-2 si diffonderà più lentamente attraverso una popolazione precedentemente esposta in ondate future. Insomma, una possibile prova che ci mostra che osservando il passato possiamo imparare molte più cose del previsto. Nel frattempo, la peste nera non si è estinta e recentemente ne è stato segnalato un caso in Cina, ma niente paura: oggi si guarisce facilmente dalla malattia (oltre ad essere estremamente rara).

FONTE: iflscience
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