NVIDIA, TSMC e Intel avvertono: la carenza di chip durerà fino al 2022

NVIDIA, TSMC e Intel avvertono: la carenza di chip durerà fino al 2022
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Il produttore di semiconduttori taiwanese TSMC a fine marzo 2021 ha avvertito i partner di un aumento dei prezzi nel mondo tech causa mancanza di chip, ma ora anche colossi come NVIDIA e Intel si sono uniti agli avvertimenti per investitori e utenza riguardo la carenza di componenti che, secondo loro, potrebbe durare fino al 2022.

La prima società ad avviare questa nuova onda di previsioni è stata proprio TSMC, la quale ha comunicato a Bloomberg tramite il CEO CC Wei che “la domanda continua a essere elevata” e che la speranza attuale delle società del settore è di “poter offrire più capacità per supportare i clienti nel 2023, quando inizieremo a vedere meno tensione nella catena di approvigionamento”.

Pat Gelsinger, nuovo CEO di Intel, ha invece affermato al Washington Post che “ci vorranno solo un paio d'anni” per tornare ai ritmi precedenti alla crisi causata dal COVID-19 e dalla conseguente alta domanda di unità di processori e problemi nella catena di fornitura e produzione. Questo problema colpisce case automobilistiche, produttori di console, PC desktop e notebook e tanti altri settori, a tal punto che quasi ogni realtà si è dovuta adeguare ai ritmi attuali ridimensionando la produzione.

Per quanto riguarda NVIDIA, invece, il CFO Colette Kress ha previsto che “la domanda continuerà a superare l'offerta per gran parte di quest'anno” ma anche che al primo trimestre fiscale del 2022 le società riemergeranno da questo brutto periodo con “un’offerta sufficiente per supportare la crescente richiesta di pezzi”.

Nel tentativo di rimediare al disagio globale, TSMC ha deciso di aumentare gli investimenti a medio termine fino a 100 miliardi di dollari per costruire nuovi stabilimenti nel territorio nazionale, negli Stati Uniti e anche in Europa.

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