Ologrammi per i concerti? La moglie di James Ronnie Dio promuove la tecnologia

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L'utilizzo dell'ologramma dello storico frontman dei Black Sabbath, James Ronnie Dio, che ha debuttato per la prima volta al Wacken Open Air del 2016, ha suscitato non poche perplessità tra gli addetti ai lavori e fan. La vedova del compianto artista, che ha collaborato al progetto, ha invece promosso a pieni voti l'uso della tecnologia.

Wendy Dio è stata intervistata di recente, ha voluto esprimere il proprio parere nei confronti del progetto, sostenendo che riflette a pieno il ruolo che ha avuto il marito nell'heavy metal, un genere in cui è stato innovatore assoluto. La domanda sorge spontanea, "perchè non dovrebbe essere un innovatore anche della tecnologia in questo senso? Stiamo facendo dei grossi passi in avanti, e molti stanno seguendo la nostra via".

Secondo Wendy, la ragione per cui molti artisti stanno tornando in vita grazie agli ologrammi (tra cui Frank Zappa), sarebbe da ricercare nel fatto che "stiamo perdendo tutti i nostri innovatori. Molti stanno invecchiando, molti sono scomparsi. Abbiamo bisogno di tenerli vivi in qualche modo e dobbiamo tener viva la loro memoria e la loro musica, credo sia un'innovazione", quasi pari a quella dei CD e delle musicassette.

"Abbiamo messo su questo progetto per capire se ci sarebbe potuto essere un pubblico. Molte persone lo adorano, altre lo odiano. L'abbiamo portato in Europa e la gente è venuta ai concerti, ed ha apprezzato. E' uno spettacolo. E' bello vedere Ronnie apparire sul palco", continua la vedova che poi rivolge un appello ai detrattori: "non giudicare se non lo avete visto. E' fatto con amore. La band lo accompagna con piacere. Noi vogliamo solo mantenere viva la memoria e la musica di Ronnie".

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