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In un evento tenuto da Simon Liu, Imaging Director di OPPO, sono state svelate e analizzate svariate tecnologie innovative su cui il noto brand ha intenzione di puntare. Il focus è posto sulla fotocamera, ambito in cui si può ancora migliorare molto: la direzione intrapresa da OPPO è sicuramente interessante e vale la pena di essere approfondita.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, durante l'OPPO Future Imaging Technology 2021, questo il nome dell'evento, si è fatto riferimento ad aggiornamenti in termini di sensori, algoritmi e moduli. Lo sappiamo: il settore dell'imaging su smartphone per qualcuno può risultare un po' "noioso", ma in realtà è da quest'ultimo che derivano le prestazioni fotografiche dei vostri smartphone. Se riuscite a effettuare scatti convincenti anche se non siete degli esperti, il merito è delle tecnologie utilizzate dai produttori.

In questo contesto, OPPO ha un obiettivo preciso: consentire a tutti gli utenti, anche a coloro che non conoscono bene l'ambito fotografico, di "catturare i colori del mondo nella loro bellezza con facilità". Per fare questo, il brand ha introdotto un sensore RGBW di nuova generazione, rinnovato la fotocamera sotto allo schermo (sfruttando anche una serie di algoritmi AI proprietari), mostrato lo zoom ottico continuo 85-200mm e "dato vita" alla tecnologia OPPO Five-axis OIS.

Una fotocamera in-display come si deve

Ad attirare maggiormente l'attenzione è la fotocamera in-display di nuova generazione. Recentemente abbiamo avuto modo di dare un'occhiata a una soluzione di questo tipo grazie a dispositivi come ZTE Axon 30, ma OPPO punta a spingersi oltre rispetto a quanto visto finora. Infatti, in alcuni futuri smartphone dell'azienda verrà implementato un sensore sotto lo schermo che disporrà di un'area da 400 ppi. Questo è importante per la qualità finale in generale, dato che il nuovo design permette di gestire la luminosità e la cromaticità dello schermo come si deve. La deviazione è infatti solamente del 2%.

In parole povere, OPPO ha abbattuto un "ostacolo tecnologico" non di poco conto, puntando a realizzare una soluzione che funziona come si deve e permette agli utenti di catturare foto chiare e dall'aspetto naturale (a detta del brand, poi ovviamente bisognerà testare tutto con mano). La fotocamera sotto al display di ZTE Axon 20 era stata criticata per via di una qualità non propriamente delle migliori, tra rumore digitale e artefatti visivi. D'altronde, la tecnologia è "giovane" e non è di certo semplice per un produttore inserire un sensore sotto il display in grado di rivaleggiare con una soluzione classica.

Tuttavia, la novità di OPPO mira proprio a fare questo, sfruttando tra l'altro un nuovo materiale trasparente per i circuiti, nonché rinnovando la geometria del posizionamento dei pixel. Diffrazione, scarsa definizione e riflessi sono sempre dietro l'angolo, ma la fotocamera in-display di nuova generazione sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale per cercare di migliorare il più possibile il risultato finale. Tra HDR e AWB, all'intelligenza artificiale sono state date "in pasto" decine di migliaia di immagini, in modo da studiare come si deve i possibili problemi legati alla luce.

Un sensore con maggiore sensibilità alla luce, per prestazioni migliorate

Un altro importante annuncio effettuato da OPPO è quello relativo al sensore RGBW di nuova generazione. Il risultato che l'azienda si è prefissata con quest'ultimo è quello di migliorare in modo sensibile la sensibilità alla luce. La soluzione adottata da OPPO è quella di introdurre ulteriori sub-pixel bianchi (W), utilizzare un algoritmo proprietario di pixel 4-in-1 e sfruttare la tecnologia DTI. Per i meno esperti, in termini pratici significa che si può catturare il 60% di luce in più rispetto ai sensori precedenti, nonché ridurre il rumore del 35% (le stime sono state effettuate da OPPO). Si vanno inoltre a prevenire problemi come l'imprecisione dei colori, la diafonia sub-pixel e l'effetto moiré. Andrà chiaramente provato tutto con mano, ma in questo caso non dovremo aspettare molto: il sensore inizierà a comparire sui dispositivi OPPO a partire dal quarto trimestre del 2021.

Zoom ottico continuo 85-200mm e Five-axis OIS

Dal soggetto più vicino ai paesaggi più lontani, OPPO promette di innovare anche lo zoom ottico, consentendo agli utenti di catturare immagini nitide a ogni livello di ingrandimento e una transazione fluida in tutta la gamma zoom. Non sono solamente parole: lo zoom ottico continuo a lunghezze focali equivalenti, tra 85mm e 200mm, è supportato da una tecnologia delle lenti G + P (vetro e plastica). Due lenti in vetro di alta precisione promettono vari miglioramenti, ad esempio la minimizzazione della luce lontana. Un sensore TMR garantisce poi un movimento delle lenti all'interno del modulo più stabile e preciso. Non manca anche un motore che aumenta l'inclinazione dinamica con cui il sistema di lenti può essere spostato. Come i più esperti tra di voi possono ben immaginare, si punta inoltre a evitare problemi classici come la distorsione del colore e l'imprecisione del bilanciamento del bianco.

Ma la stabilizzazione? Qui entra in gioco l'OIS a cinque assi. Il sistema riceve i dati di movimento dal giroscopio, sfruttando poi degli appositi algoritmi per analizzarli e scomporli. L'obiettivo e il sensore di immagine beneficeranno di questi dati: se il movimento è piccolo si passa per l'OIS lens-shift, mentre se si tratta di qualcosa di più "importante" entra in gioco anche l'OIS sensor-shift. Nel primo caso si fa riferimento a spostamento orizzontale (X) e verticale (Y), mentre nel secondo oltre a questi ci sono anche rotazione e compensazione dell'algoritmo. Questo si traduce in un angolo di stabilizzazione massimo migliorato di tre volte rispetto alla classica tecnologia OIS che siamo soliti trovare in ambito di dispositivi mobili. OPPO Five-axis OIS inizierà ad approdare sul mercato dal Q1 2022.

Tirando le somme, OPPO sta investendo molto sull'ambito fotografico e ha colto l'occasione dell'evento Future Imaging Technology 2021 per annunciare il frutto degli sforzi compiuti. Sembra che alcune delle tecnologie presentate saranno implementate nella futura serie Reno. Staremo a vedere: nel frattempo, il lavoro dei 6 istituti di ricerca, 5 centri di R&S e decine di laboratori di imaging di OPPO è stato svelato anche al grande pubblico.

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OPPO punta sulla fotocamera: le innovative tecnologie annunciate