Il tuo orientamento in città fa schifo? La "colpa" è dell'evoluzione

Il tuo orientamento in città fa schifo? La 'colpa' è dell'evoluzione
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Se il vostro orientamento in città fa schifo, consolatevi sapendo che non siete gli unici. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Computational Science, che ha analizzato 14.000 persone, gli umani che vivono in città sono davvero terribili nel calcolare il percorso più breve attraverso le strade della metropoli.

Come hanno fatto gli addetti ai lavori a raccogliere così tanti dati? Grazie agli smartphone, dove hanno prelevato dei dati completamente anonimi di oltre 14.000 pedoni, le cui coordinate GPS sono state registrate mentre si spostavano nelle città di Boston, Cambridge, Massachusetts e San Francisco. In tutto sono stati registrati ben 550.000 percorsi.

Quello che è emerso è un dato davvero interessante: piuttosto che scegliere la strada più breve, i pedoni hanno scelto la strada "più visibile", anche se deviare li avrebbe portati a destinazione più rapidamente. "Invece di calcolare le distanze minime, abbiamo scoperto che il modello più predittivo non era quello che trovava il percorso più breve, ma invece quello che cercava di ridurre al minimo lo spostamento angolare", ha dichiarato l'autore dello studio, l'architetto e ingegnere Carlo Ratti del MIT.

Inoltre, quando si effettuava un viaggio di andata e ritorno, le persone tendevano a scegliere percorsi diversi per il viaggio di ritorno. Questa tendenza a scegliere il percorso che cerca di ridurre al minimo lo spostamento angolare è stata notata anche negli animali, dimostrando - tra le tante cose - che l'evoluzione non punta all'ottimizzazione (ecco, infatti, cos'ha influenzato maggiormente la nostra evoluzione).

Questo studio potrebbe aiutare gli ingegneri urbani a costruire città migliori e "ottimizzate" per gli esseri umani (a proposito, sapete qual è la città più grande del mondo?).

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