L'ornitorinco è ancora più strano: scoperta una nuova "abilità" della sua pelliccia

L'ornitorinco è ancora più strano: scoperta una nuova 'abilità' della sua pelliccia
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Gli scienziati hanno scoperto che l'ornitorinco è una creatura ancora più strana di quanto non fosse già: sotto una lampada a raggi ultravioletti, questo bizzarro mammifero emette una leggera tonalità blu-verdastra. La recente scoperta non è stata trovata in nessuna specie monotremata (mammiferi viventi più primitivi ma altamente specializzati).

"La biofluorescenza è stata ora osservata negli scoiattoli volanti placentari del Nuovo Mondo, negli opossum marsupiali del Nuovo Mondo e nell'ornitorinco monotremo dell'Australia e della Tasmania", scrivono gli autori. Nel corso dei secoli, la biofluorescenza è stata osservata in varie piante, funghi, frutti, fiori, insetti e uccelli. È solo di recente, tuttavia, che gli scienziati hanno iniziato a rintracciare esempi nel regno animale.

Queste scoperte, però, sono state effettuate quasi per caso. Nel 2017, infatti, mentre conducevano un'indagine notturna sui licheni, i ricercatori hanno acceso la loro torcia a LED su uno scoiattolo volante e casualmente hanno scoperto che, durante la notte, brillava di un "rosa color gomma da masticare". Come gli scoiattoli volanti, anche gli ornitorinchi sono attivi di notte.

"Eravamo interessati a vedere quanto in profondità nell'albero dei mammiferi andasse il tratto della pelliccia biofluorescente". I ricercatori hanno iniziato con due esemplari di ornitorinco imbalsamati, un maschio e una femmina raccolti in Tasmania. Si è scoperto che il pelo di queste creature assorbe lunghezze d'onda UV corte e quindi emette luce visibile, verde fluorescente o ciano. Esaminando un altro esemplare di ornitorinco di un'altra zona, i ricercatori hanno scoperto la stessa cosa.

Il team afferma che questa è la prima volta che la biofluorescenza è stata segnalata nei monotremi. Quali vantaggi potrebbero avere queste creature grazie a un'abilità del genere? È ancora troppo presto per dirlo, perché i campioni esaminati sono troppo piccoli. I ricercatori pensano che possa aiutare a camuffare l'ornitorinco da altri predatori notturni sensibili ai raggi UV assorbendo la luce UV invece di rifletterla.

Sono necessari, però, altri studi prima di dirlo con certezza.

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