L'orribile scoperta di Dachau e come questa cambiò la visione della guerra

L'orribile scoperta di Dachau e come questa cambiò la visione della guerra
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Aperto il 22 Marzo del 1933, Dachau fu il primo campo di concentramento costruito per ordine di Heinrich Himmler, il "numero due" della Germania nazista. Quando le truppe americane arrivarono nella città bavarese, tutto si aspettavano tranne di trovare pile di cadaveri e "scheletri viventi" che chiedevano debolmente aiuto.

Dachau, per quanto spesso messo in secondo piano in confronto ad Auschwitz, rimane una delle principali testimonianze dell'Olocausto. Mettervi un piede è come sentire tutto d'un tratto il dolore di milioni di vite di cui "nessuno era a conoscenza" fino alla loro scoperta.

Il mettere quelle parole tra virgolette non è una coincidenza. E' probabile che, nelle ultime fasi della guerra, buona parte dei capi di Stato alleati fossero ben consapevoli di cosa i soldati avrebbero trovato dentro quei campi di morte. Al contrario, fino al momento in cui le truppe di Stalin non liberarono Auschwitz, l'opinione pubblica americana era completamente ignara di cosa stesse facendo il governo tedesco a tutti quei cittadini considerati "non-ariani".

Costruito, inizialmente, per punire i dissidenti politici, presto Dachau divenne un campo di lavoro forzato per ebrei, omossessuali e rom. L'ufficiale Theodor Eike voleva che in quel luogo venisse applicata una dottrina di disumanizzazione. Essa prevedeva ridurre in schiavi i detenuti, punirli "qualora ci fosse stata la necessità", privarli delle materie prime per sopravvivere e, infine, ucciderli a gruppi se una persona avesse provato a scappare.

I prigionieri avevano il compito di produrre munizioni da guerra. Presto, però, le mani di quei poveri lavoratori diedero vita ad un Schutzhaft, un campo più piccolo, all'interno delle mura di Dachau, dove alcuni prigionieri prescelti diventavano cavie umane per gli esperimenti nazisti.

Il modello di Eike, basato sul concetto di "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi), ebbe così tanto successo che venne applicato anche negli altri campi di concentramento sparsi per tutti i domini del Reich tedesco.

Gli americani che raggiunsero il campo bavarese nel 1945 cominciarono ad essere insospettiti dall'odore pungente. Molti soldati pensarono che provenisse da un'industria chimica o da un macello per polli. Tuttavia, la realtà era peggiore di quello che potevano aspettarsi.

Prima di poter entrare, le truppe degli alleati dovettero sfidare le SS e il personale sanitario ancora presente all'interno. Per pochi minuti fu il caos, perché il comandante americano, William Walsh, diede l'ordine diretto di attacco senza un piano. Solo alla fine della guerriglia poterono liberare i prigionieri.

Si conta che fossero in tutto 32 mila i sopravvissuti di Dachau, molti in uno stato di malnutrizione avanzato e molti altri ancora colpiti da malattie come il tifo. I soldati, impreparati di fronte ad una situazione del genere, cercarono di compiere un ultimo gesto umano offrendo ai quei deboli corpi del cibo. Tuttavia, questo servì solo a velocizzare la morte di migliaia di persone che non potevano più, in quello stato, digerire cibi solidi.

"Ovunque ti giravi vi erano cadaveri e persone in procinto di morte. Era impossibile processare il tutto" ha affermato John MacManus, professore di storia militare degli Stati Uniti presso l'Università del Missouri.

Il giorno dopo la caduta del campo dove era iniziato tutto Adolf Hitler si tolse la vita, ma il danno era ormai fatto. Tra i soldati alleati di tutte le potenze si diffuse l'idea di combattere contro il Male, non più contro un nemico sconosciuto. I campi non vennero distrutti e sono rimasti fino ad oggi in piedi per ricordare un episodio della nostra storia che, per quanto ne vogliano dire i negazionisti, è esistito e ha toccato la vita di centinaia di persone.

FONTE: History
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