Queste ossa raccontano l'estrema violenza del mondo degli Sciti

Queste ossa raccontano l'estrema violenza del mondo degli Sciti
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Uno studio pone i riflettori su alcune antiche popolazioni nomadi del sud della Siberia e l'analisi delle loro ossa racconta di un mondo estremamente violento.

Le popolazioni nomadi che vivevano nel sud della Siberia erano popolazioni estremamente aggressive dalle quali, come ci raccontano le cronache cinesi e greco-romane, ci si doveva costantemente difendere onde evitare saccheggi e massacri. Uno studio, effettuato su 87 scheletri, ci fa comprendere meglio quanto queste antiche popolazioni fossero estremamente sanguinarie. Questi scheletri sono stati trovati in un luogo di sepoltura denominato Tunnung1 e gli antropologi che le hanno studiate sono andati a ricercare segni sulle ossa che facessero presagire la natura violenta di queste morti. Il luogo di sepoltura risale a II-IV secolo e apparteneva al popolo degli Sciti.

Come descrivono gli scienziati sul loro articolo, pubblicato sulla rivista American Journal of Physical Anthropology, le ossa sono testimoni di antiche ferite dovute a tagli, lesioni provocate con oggetti penetranti, ma anche traumi dovuti ad oggetti contundenti. La localizzazione delle ferite si trovava nella parte superiore dello scheletro e, in particolare, sul cranio e sulla mandibola e nel settore superiore della colonna vertebrale. Probabilmente questa abbondanza di ferite all'altezza del collo è da imputare a dei tentativi di decapitazione. Ma per quale motivo sono state inflitte queste ferite? Molti di questi dei traumi sono, probabilmente, dovuti al risultato di una guerra mentre altre sono forse da imputare alla ritualità ed ai sacrifici ad essa legati.

A suffragio dell’ipotesi della ritualità, tra i cadaveri gli antropologi hanno rinvenuto il corpo di una donna anziana che è stata decapitata, la cui testa è stata sostituita con la vertebra di una capra. In altri resti vi erano delle incisioni all'altezza della gola e della fronte, segno che probabilmente questi sfortunati furono sgozzati e lo scalpo rimosso per essere ostentato come trofeo. Non solo uccisioni violente, quindi, legate ad atti di guerra e a combattimenti corpo a corpo, ma anche sacrifici rituali testimoniano la grande violenza di queste antiche popolazioni.

Credit immagine: Tunnug1 Research Project

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