È stato osservato un raro tipo di buco nero mentre divora una stella vicina

È stato osservato un raro tipo di buco nero mentre divora una stella vicina
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Nel nostro universo sappiano che esistono moltissimi buchi neri, e la loro classificazione prende soprattutto origine dalla loro quantità di massa. Mentre i più piccoli e i supermassicci sono facili da rilevare, quelli "intermedi" si dimostrano piuttosto elusivi. Uno studio recente sembra averne osservato uno.

I buchi neri supermassicci sono quelli che - generalmente - si trovano al centro delle galassie, costituendo il cuore terribile e potentissimo che alimenta i cosiddetti AGN ("Active Galactic Nuclei", nuclei galattici attivi). Di norma sono oggetti piuttosto impressionanti, e la loro massa varia da 1 milione fino a circa 10 miliardi di volte quella della Sole. Quelli più piccoli sono conosciuti come i buchi neri stellari, e non arrivano oltre le centinaia di masse solari.

Tra queste due categorie si interpongono quelli che sono i "buchi neri intermedi", i quali però sono rimasti a lungo solo un oggetto ipotetico e mai osservato. Solo dopo l'avvento delle onde gravitazionali nel 2017 si sono avute prove più concrete di questi cuori di tenebra elusivi, e nel 2020 la NASA ha mostrato la prima prova certa di un buco nero intermedio.

Lo studio di oggi sembra aver fatto un'ulteriore passo avanti: per la prima volta potrebbe essere stato osservato un buco nero intermedio durante la sua attività distruttiva, mentre fa a brandelli una stella vicina.

"Il fatto che siamo stati in grado di catturare questo buco nero durante il suo 'pasto', ci dà una straordinaria opportunità di osservare ciò che altrimenti sarebbe invisibile", ha affermato l'astronoma Ann Zabludoff dell'Università dell'Arizona. "Non solo, analizzando il brillamento siamo stati in grado di comprendere meglio questa sfuggente categoria di buchi neri, che potrebbe rappresentare la maggior parte dei buchi neri al centro delle galassie".

Secondo i modelli cosmologici moderni, infatti, i buchi neri intermedi dovrebbero essere i buchi neri più diffusi nell'Universo, ma a causa della loro "invisibilità" sono rimasti spesso nell'ombra e poco studiati.

I ricercatori hanno fatto questa scoperta riesumando delle osservazioni eseguite nel 2003, su un evento denominato 3XMM J215022.4-055108. Il bagliore rilevato proveniva da una distanza di circa 740 milioni di anni luce dalla Terra e più volte, nel corso di questi quasi vent'anni, i dati sono stati analizzati. I loro risultati sono stati poi pubblicati sull'Astrophysical Journal lo scorso 6 settembre.

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