Ottenuto un limite superiore per la massa del neutrino

Ottenuto un limite superiore per la massa del neutrino
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Un gruppo internazionale di ricercatori ha ottenuto un limite superiore alla massa del neutrino. Nel loro studio, pubblicato sul Physical Review Letters, gli scienziati hanno spiegato come sono arrivati a questa difficile misura e perché questo risultato è così importante.

Il neutrino è una particella molto elusiva, a causa della sua piccola massa e della sua carica neutra interagisce raramente con la materia e per questo è molto difficile da rilevare. È stato teorizzato da Wolfgang Pauli per spiegare le caratteristiche del decadimento beta e fu scoperto nel 1956 da Cowan e Reines. Sono passati molti anni dalla sua scoperta ma ancora non sono state misurate tutte le sue proprietà e la sua massa rimane molto difficile da definire.

Per lungo tempo si è pensato che il neutrino non avesse una massa, come il fotone, ma alcuni esperimenti, sopratutto l'oscillazione del neutrino da una specie a un'altra, hanno dimostrato come la sua massa fosse diversa da zero.

Gli scienziati hanno provato tre approcci per determinare questa caratteristica; studiare il fondo cosmico a microonde, utilizzare il doppi decadimento beta (un evento estremamente raro), il terzo è l'utilizzo di tecniche per la misura diretta. Quest'ultimo è stato il metodo utilizzato dal team del KATRIN (Karlsruhe Tritium Neutrino Experiment) presso il Karlsruhe Institute of Technology in Germania.

I ricercatori hanno utilizzato uno spettrometro di massa per studiare il decadimento del Trizio, un isotopo radioattivo dell'Idrogeno. Quando decade emette un singolo elettrone e un neutrino allo stesso tempo. Misurando l'energia dell'elettrone sono stati in grado di definire la massa del neutrino con una precisione mai raggiunta prima e hanno trovato un limite superiore pari a 1.1 eV, circa 500.000 volte più piccola dell'elettrone.

Il neutrino è una particella fondamentale e determinare le sue proprietà è vitale per distinguere tra le molte teorie proposte dai ricercatori che lo coinvolgono. Potrebbe, ad esempio, spiegare l'assenza di antimateria nell'Universo.

FONTE: phys.org
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