"Pagare per Facebook e Instagram? Viola il GDPR": attivisti fanno causa a Meta

'Pagare per Facebook e Instagram? Viola il GDPR': attivisti fanno causa a Meta
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Il piano a pagamento per Facebook e Instagram è in rollout in questi giorni: 9,99 Euro al mese per non vedere le pubblicità e per evitare che i vostri dati vengano condivisi con il colosso di Menlo Park e i suoi partner. Benché la mossa di Meta dipenda dalla necessità di aderire alle nuove normative europee, ad alcuni non è piaciuta affatto.

Nello specifico, riporta Engadget, il gruppo austriaco di attivisti per il diritto alla privacy chiamato noyb ha presentato una denuncia contro Meta per una presunta violazione del GDPR europeo con il suo nuovo abbonamento a pagamento. Il problema, secondo noyb, non sarebbe il funzionamento della sottoscrizione in sé (che, lo ricordiamo, vi permetterà di pagare per evitare le pubblicità e il tracking dei vostri dati), ma nel suo prezzo.

"Più del 20% della popolazione europea è a rischio povertà", spiega Max Scherms, attivista europeo per la privacy, che aggiunge: "per i denuncianti - noi di noyb in questo caso - un sistema del tipo "Pay or Okay" potrebbe significare decidere se pagare l'affitto o avere diritto alla nostra privacy". Con "Pay or Okay" Schrems si riferisce al particolare sistema proposto da Meta: chi non è d'accordo con le sue politiche pubblicitarie può pagare per evitarle, mentre tutti gli altri devono sottostare a queste ultime.

Secondo gli attivisti, la questione diventerebbe una "falsa scelta" per gli utenti europei meno abbienti, che verrebbero spinti a cedere il proprio diritto alla privacy per non ritrovarsi a dover pagare una somma tutto sommato considerevole per accedere al proprio profilo Facebook o Instagram.

Il nodo, spiega Scherms, non sta tanto nei 9,99 Euro al mese richiesti da Meta, ma nel fatto che altre app potrebbero seguire a ruota l'approccio adottato da Facebook e Instagram, promuovendo delle sottoscrizioni a pagamento perché gli utenti "vedano rispettato il diritto alla privacy sancito dal GDPR, che dovrebbe invece essere gratuito".

L'avvocato di noyb, Felix Mikolash ha poi aggiunto che "la legislazione europea richiede che il consenso al trattamento dei dati sia genuino e dettato dalla sola volontà dell'utente. Al contrario, Meta richiede una "tassa sulla privacy" con un costo fino a 250 Euro all'anno per tutti coloro che si azzardano ad esercitare il proprio diritto fondamentale alla protezione dei dati".

Meta, comunque, ha difeso il proprio approccio ai microfoni di TechCrunch dichiarando che "l'opzione che permette agli utenti di acquistare una sottoscrizione per non avere pubblicità rispetta i requisiti dei regolatori europei, dando al contempo agli utenti la scelta di permettere a Meta di fornire i suoi servizi agli utenti nell'UE, nell'EEA e in Svizzera".