Sono passati 43 anni dalla rilevazione del "Segnale Wow!", un possibile messaggio alieno

Sono passati 43 anni dalla rilevazione del 'Segnale Wow!', un possibile messaggio alieno
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Mentre tutti in questo giorno stavano festeggiando il ferragosto, esattamente 43 anni fa l'astronomo Jerry R. Ehman, il 15 agosto 1977, era intento ad analizzare i dati provenienti dal Big Ear Radio Observatory. Improvvisamente, l'astronomo si accorse di un segnale che lasciava intendere una provenienza esterna alla Terra e al Sistema Solare.

Stupito dall'intensità della rivelazione, l'esperto del SETI cerchiò le lettere del codice in questione (6EQUJ5), con un piccolo commento vicino: "Wow!", espressione con cui il segnale divenne noto a tutti. Quella, purtroppo, fu l'unica occasione in cui il "messaggio", dall'incredibile durata di 72 secondi, venne rivelato.

Perché gli esperti pensarono subito a un messaggio alieno? Principalmente perché "modulava" la frequenza dell'idrogeno. Quest'ultimo elemento, infatti, è il più abbondante nell'Universo e gli astronomi del tempo pensavano che se una civiltà avesse voluto mettersi in contatto con noi avrebbe scelto questo “canale universale” per trasmettere i propri messaggi. Il programma SETI ha da sempre tarato i propri ricevitori radio proprio su questa frequenza.

Anni dopo, però, venne avanzata una teoria sull'origine del segnale: non di origine aliena ma causato dal passaggio di due comete, 266P/Christensen e P/2008 Y2, che nel 1977 passarono nella porzione di cielo scandagliata dal radiotelescopio. L'idrogeno rilasciato dal loro nucleo, infatti, potrebbe aver causato il segnale.

Sarà vero? Non dobbiamo aspettare molto per la verità, poiché il ritorno della cometa 266P/Christensen è previsto per il 2020, mentre per la P/2008 Y2 nel 2022.

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