In passato l'antenato dell'Orangotango era gigantesco

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Il Gigantopithecus blacki è un enorme primate vissuto tantissimi anni fa ed è sui resti fossili di questo animale, ormai estinto, che è stato utilizzato il metodo del sequenziamento proteico per risalire a informazioni genetiche.

Ma chi era il Gigantopithecus blacki? Si tratta di un primate vissuto circa nove milioni di anni fa in una zona subtropicale, dove ora si trova il sud della Cina. Misurava circa tre metri di altezza e aveva un peso che si poteva aggirare intorno ai seicento chilogrammi. Proprio grazie al sequenziamento proteico gli scienziati sono riusciti a risalire al parente vivente più prossimo di costui: l’orangutan.

Il punto forte della ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, è che, attraverso il sequenziamento proteico, si è potuto risalire al materiale genetico utilizzando materiale biologico proveniente da ambienti caldo-umidi, come dovevano essere quelli in cui ha vissuto il Gigantopithecus. Fino ad ora, infatti, secondo i ricercatori, era possibile recuperare materiale genetico di fossili che risalivano massimo a 10000 anni fa (per quei materiali che si trovano in aree calde e umide!).

Per risalire alle informazioni genetiche, partendo dal sequenziamento delle proteina, gli scienziati hanno prelevato lo smalto dentale direttamente dai denti fossili del Gigantopithecus, risalenti a circa due milioni di anni fa. Utilizzando il sequenziamento proteico, quindi, gli scienziati hanno capito che il parente più vicino al Gigantopithecus è l’attuale orangutan. Purtroppo il sequenziamento proteico, secondo gli scienziati che hanno elaborato lo studio, è l’unico modo per poter attribuire una posizione evolutiva all'antico animale perché la quantità di fossili scarseggia.

Attualmente gli unici fossili attribuibili al Gigantopithecus sono rappresentati da taluni denti e mandibole. Anche per questo motivo è difficile capire l’aspetto esteriore di questo animale. Tuttavia si pensa che fosse veramente alto, con un peso non indifferente, e che si muovesse quasi esclusivamente su quattro zampe, esattamente come fanno i moderni orangutan.

FONTE: Phys Org
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