Le penne create per lo spazio esistono davvero? Sì, vediamo la loro storia

Le penne create per lo spazio esistono davvero? Sì, vediamo la loro storia
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Sulla "penna spaziale" esistono tantissime storie e una di queste afferma che la NASA abbia speso milioni di dollari per la sua creazione (ovviamente è una bufala). Tuttavia, la "Space Pen" esiste davvero e nel 2021, la tecnologia è stata riconosciuta come un'innovazione sviluppata per lo spazio che ora migliora la vita sulla Terra.

Molti si chiedono: perché non utilizzare una semplice matita, invece di inventare una penna spaziale? La NASA ha da sempre cercato un'alternativa alle matite perché la mina dello strumento potrebbe facilmente rompersi durante l'uso e creare un pericolo per gli astronauti e l'elettronica sensibile delle navicelle. Anche i cosmonauti russi, infatti, utilizzano la "Space Pen" dal 1969.

Le prime penne a sfera, a causa della microgravità, tendevano a perdere, rompersi e asciugarsi. Così, la Fisher Pen Company stava già lavorando allo strumento per lo spazio prima che la NASA lo chiedesse ufficialmente: una penna con una cartuccia sigillata con azoto pressurizzato nella parte superiore che spingeva un minuscolo pistone contro l'inchiostro.

Alla fine l'idea funzionò alla grande e le penne funzionavano in tutte le posizioni, dal caldo al freddo estremo e in atmosfere che vanno dall'ossigeno puro al vuoto. Inoltre, le penne avevano abbastanza inchiostro da tracciare una linea lunga 5 chilometri. Attualmente, questi strumenti vengono utilizzati ancora oggi in ogni missione della NASA con equipaggio dall'Apollo 7.

Non vengono utilizzate solo dagli astronauti, ma anche tra gli appassionati di attività all'aperto, i produttori di aerei e i lavoratori del petrolio che apprezzano la capacità della penna di scrivere in qualsiasi condizione.

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