Per lo studio degli esopianeti abbiamo bisogno di telescopi più performanti

Per lo studio degli esopianeti abbiamo bisogno di telescopi più performanti
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Secondo la National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine abbiamo bisogno di telescopi più performanti che siano in grado di acquisire immagini dirette degli esopianeti, ovvero pianeti che ruotano attorno a stelle diverse dal Sole. Sarebbe questa l'idea esposta nel report che analizza gli strumenti necessari per studiare questi pianeti.

Telescopi come TESS sono in grado si rilevare esopianeti solo indirettamente, ovvero nel momento in cui uno di questi passa davanti alla proria stella (metodo del transito). In quell'istante TESS rileva l'abbassamente di luminosità della stella e gli scienziati possono individuare l'eventuale presenza di un corpo celeste. La tecniche è già stata testata in passato, ma non permette di catturare un'immagine diretta del pianeta stesso.

Per capire la composizione di un pianeta, la sua evoluzione e se può ospitare la vita abbiamo bisogno di queste immagini dirette, ottenibili sfruttando strumenti come i coronografi che bloccano la luce del sole così da rendere visibile quella più debole dei pianeti. Sarà necessario sfruttare anche i futuri telescopi terrestri come il Giant Magellan telescope (GMT) o altri telescopi per ora solamente proposti come il Thirty Meter Telescope (TMT).

Il metodo del rilevamento della velocità radiale, che (semplificando) identifica lo spostamento di una stella causato dalla presenza di un pianeta, è ancora valido nonostante i suoi limiti. Tuttavia viene suggerito di migliorarne la precisione con nuovi strumenti.

Non appena il James Webb Space Telescope (JWST), atteso per il 2021, sarà in orbita, la NASA dovrebbe creare un meccanismo per acquisire dati dall'atmosfera degli esopianeti in modo sistematico. LA NIRCam (Near InfraRed Cam) del JWSP è dotato di un coronografo che permetterebbe di acquisire dati diretta da un esopianeta.

Infine è stata data un'importanza rilevante al ruolo che potrebbe giocare il WFIRST (Wide Field InfraRed Survey Telescope), il progetto di un telescopio ad infrarossi che è tra le priorità della NASA. Questo permetterebbe agli scienziati di vedere esopianeti più lontani di quelli identificati da Kepler ed altre missioni simili, permettendo inoltre una maggior risoluzione di quelli più vicini.

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