Perché amiamo provare paura? E perché altri lo odiano?

Perché amiamo provare paura? E perché altri lo odiano?
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La paura è una reazione umana, o meglio animale, fondamentale e connessa alla nostra evoluzione biologica durante il corso della storia. La paura viene percepita in presenza di una minaccia e può essere semplice o complessa, ma perché ad alcune persone piace, o meno, provare paura?

Parlando in termini di psicologia ma anche di biologia, le principali sostanze chimiche che contribuiscono alla risposta "combatti o fuggi" che proviamo davanti ad una minaccia, si mescolano spesso con altri stati emotivi umani, quale la felicità o persino l'eccitazione.

La paura si forma nel nostro cervello e si diffonde nel corpo in modo da scatenare la reazione "combatti o fuggi" di cui abbiamo appena parlato, esattamente, questo avviene nell'amigdala. In generale questa si attiva con le emozioni ma la reazione più importante la si ha quando sperimentiamo paura o rabbia.

Grazie a questo l'amigdala attiva anche le altre aree coinvolte nella preparazione delle funzioni motorie che sono coinvolte nelle attività di lotta oppure di fuga. Inoltre rilascia ormoni dello stress e aziona il sistema nervoso simpatico.

Il cervello diventa ipervigile e comporta cambiamenti corporei come la dilatazione delle pupille, quella dei bronchi, l'accelerazione del respiro e un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Anche il flusso sanguigno e il flusso di glucosio verso i muscoli scheletrici aumentano, questo a danno degli organi non necessari in quel momento.

Abbiamo recentemente parlato del perché si ha paura del buio, ad esempio, e adesso sappiamo anche in che modo reagisce il nostro cervello quando proviamo paura! Allora perché alcune persone trovano appagante spaventarsi? O perché a qualcuno piace vedere horror?

Principalmente, la paura può essere un'esperienza piacevole perché ci distoglie, ci distrae, dai nostri problemi quotidiani, come il lavoro, lo studio. La paura invece ci costringe a concentrarci sul presente imminente.

Successivamente possiamo invece dire che quando raggiungiamo uno stato di consapevolezza per cui non possiamo considerare seriamente una minaccia qualcosa che non esiste, l'esperienza di paura si trasforma in intrattenimento.

In pratica superata la fase del "combatti o fuggi", è probabile che la sensazione successiva sia piacevole o soddisfacente. Non siamo davvero minacciati quindi elaboriamo razionalmente l'evento provando un senso di fugace paura.

Se ad alcune persone piace, perché altre lo detestano? Bè, la risposta non è così complicata.

Alcune persone non riescono a superare la fase del "combatti o fuggi" in quanto spesso percepiscono le esperienze come troppo reali e vicine alla realtà, il che è probabile anche per le persone più superstiziose. In parole povere una persona può apprezzare i film su Freddy Krueger e goderseli tranquillamente ma allo stesso tempo evitare film come "L'esorcista" perché troppo "realistici".

FONTE: iflscience
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