Perché certe persone hanno paura dello scorrere del tempo?

Perché certe persone hanno paura dello scorrere del tempo?
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Il numero di fobie esistenti è elevatissimo e spesso possono sembrare completamente irrazionali, bizzarre. Un caso specifico al limite tra “fobia normale” e “strana” è, per esempio, la paura dei buchi o tripofobia. Più curiosa è invece la cronofobia, ovvero il timore del passaggio del tempo. Perché alcune persone ne soffrono?

La cronofobia viene effettivamente classificata come la “paura intensa e persistente del tempo che passa, o la paura di non essere in gradi di tenere traccia del tempo”. Non si tratta di una fobia impossibile da arginare ma, complice la pandemia, è diventata più comune nella popolazione globale. Ciò è dovuto da uno dei fattori principali scatenanti tale paura: vivere in un ambiente chiuso senza alcuno stimolo.

Difatti, osservando i dati raccolti negli Stati Uniti, la cronofobia è comune tra i carcerati che, spesso, vengono diagnosticati con la cosiddetta “nevrosi carceraria”. In questo caso, la cronofobia sembrerebbe legata a sensazione di claustrofobia o potenziale perso, come se il tempo passasse senza viverlo pienamente. In un contesto come quello delle carceri si intensifica anche la sensazione di mortalità imminente, altro fattore che contribuisce all’emergere della cronofobia. Altro gruppo di persone particolarmente colpito è dunque quello degli anziani e dei malati terminali.

Altri casi riguardano esperienze traumatiche, incidenti, o anche il vivere in luoghi remoti e condizioni estreme. Insomma, la cronofobia sembra particolarmente comune, ma ci sono anche dei sintomi? Ebbene sì: qualcuno potrebbe vedere la sua percezione del tempo mutare, assieme a una sensazione di mancanza di controllo, ansia e depressione. Spesso le persone con cronofobia possono anche avere le vertigini, fiato corto, sudorazione e tremolii.

Si tratta di una fobia alquanto scomoda, ma curabile: la terapia cognitivo comportamentale aiuta molto, in quanto sfida i pazienti a cambiare punto di vista sul passare del tempo. In tanti casi non è necessario alcun farmaco, ma i piani di trattamento variano pur sempre a seconda della persona.

Altra fobia particolarmente famosa è la talassofobia, ovvero il terrore del mare e della profondità oscura.

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