Ecco perché fare la pipì in piscina è profondamente sbagliato

Ecco perché fare la pipì in piscina è profondamente sbagliato
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Sta arrivando l'estate e questo vuol dire soltanto una cosa: si potrà finalmente andare al mare o in piscina. Certo, entrambi i luoghi non sono privi di difetti. Ad esempio il mare potrebbe essere inquinato o mosso, mentre le piscine... piene di pipì. Farla in piscina, infatti, è davvero una pessima idea.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology Letters, una piscina media di 1.000.000 di litri di acqua contiene circa 90 litri di pipì. Gli scienziati che hanno redatto il documento hanno controllato i campioni d'acqua prelevati da 31 di queste strutture in due città canadesi.

Contrariamente a quello che si può pensare, l'urina contiene dei batteri (e perfino delle microplastiche). In media, troviamo 5,8 specie batteriche differenti nelle femmine e 7,1 nei maschi. Proprio per questo motivo gli esperti consigliano di non utilizzare le piscine pubbliche come un orinatoio.

Il Centers for Disease Control and Prevention, organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d'America, afferma che la pipì all'interno di una piscina potrebbe lasciare meno cloro disponibile per uccidere i germi che potrebbero effettivamente far ammalare le persone. Inoltre, l'acido urico nelle urine potrebbe interagire con il cloro nell'acqua generando potenzialmente sostanze chimiche pericolose nell'aria.

Uno di questi sottoprodotti è il cloruro di cianogeno, composto tossico utilizzato come arma chimica in guerra (chissà se l'IA che ha creato 40.000 armi chimiche in 6 ore ha pensato a questa semplice soluzione). Certo, non si tratta di una conseguenza letale vista la quantità, ma è abbastanza per far arrossare gli occhi.

FONTE: iflscience
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